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Caffè e tazzine, per il consumo ognuno è se stesso
PIOMBINO. Non c'è un limite massimo, ma solo quello del buon senso e della prudenza, anche per il caffè. In sostanza, ognuno è sé stesso. C'è chi lo prende addirittura dopo cena e comunque dorme...
PIOMBINO. Non c'è un limite massimo, ma solo quello del buon senso e della prudenza, anche per il caffè. In sostanza, ognuno è sé stesso. C'è chi lo prende addirittura dopo cena e comunque dorme tutta la notte. Chi invece se ne guarda bene per non dover star sveglio fino all'alba. C'è, inoltre, chi lo beve prima di sedersi a tavola. Ma non è nemmeno un problema di quantità: esiste l'abitudine di consumare una tazzina dopo ogni pasto e fra un pasto e l'altro e, in apparenza nulla succede. Allora? Spieghiamo: la caffeina ha precise funzioni perché stimola il sistema nervoso e la produzione di colesterolo. Agisce poi sulla sintesi del succo gastrico. No quindi, a chi soffra di gastrite ed ulcera, colesterolo e pressione alti. È importante la durata nel tempo. Quella di sorseggiare con gusto il caffè rimane una consuetudine tipica degli italiani che, spesso, cominciano fin dalla giovane età, è comprensibile come la quantità che si assume a venti - trent'anni, può essere tollerata meno dall'organismo in epoca adulta ed ancor più, nella terza età. Dunque siamo invece noi che invecchiando, cambiamo e quindi occorre prendere le opportune accortezze.
Gian Ugo Berti
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