Il Tirreno

L’oro degli Etruschi, commedia dialettale di Piero Cavicchi

di Annalista Mastellone
L’oro degli Etruschi, commedia dialettale di Piero Cavicchi

VENTURINA. Aperta la prevendita per “L’oro degli Etruschi”, commedia dialettale di Piero Cavicchi (nella foto la locandina dello spettacolo), messa in scena dalla compagnia teatrale “Forza venite...

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VENTURINA. Aperta la prevendita per “L’oro degli Etruschi”, commedia dialettale di Piero Cavicchi (nella foto la locandina dello spettacolo), messa in scena dalla compagnia teatrale “Forza venite gente” il 18 e il 19 novembre. I biglietti potranno essere acquistati al Centro Agape (in via Indipendenza 266a), dalle ore 16 alle 19, da oggi a giovedì.

La trama. Siamo a Venturina, nel luglio del 1966. Il barista Arturo subisce passivamente da più di vent’anni la derisione dei suoi compaesani e la prepotenza del signor Paglianti, che gli ha portato via la moglie e soffiato da sotto il naso le ricchezze di una tomba etrusca. Dopo l’ennesima umiliazione, però, Arturo reagisce, dimostrando di non essere affatto lo sciocco che la gente crede: per lui, comunque, il vero oro sarà la riconquistata stima di se stesso. Si tratta della terza commedia che Cavicchi, storico e linguista, ha scritto nel dialetto della Val di Cornia, dopo la “Lohandièra de la Venturina”, e “Il mistero di Caio Trebazio” (entrambe messe in scena con successo da “Forza venite gente” nel 2008 e nel 2012). «Tutte nate per interesse linguistico – spiega l’autore, anche attore in due degli spettacoli – ma anche con l'intenzione di rappresentare uno spaccato della vita del nostro paese in epoche diverse», raccontandola attraverso le parlate e le inflessioni che dal 1857 agli anni ’60 si sono sempre più modificati. Riguardo alla trama dell’“Oro degli Etruschi” «l’ambientazione è precisa, dal 16 al 19 luglio 1966, nel tipico bar di paese degli anni Sessanta, con flipper, juke-box, saletta-tivvù e gli immancabili habitués del gioco delle carte, e nel salotto buono della casa borghese di allora – precisa Cavicchi - “Che colpa abbiamo noi dei Rokes” era in testa alla hit-parade del 20 luglio 1966, mentre Italia-Russia ai mondiali di calcio d’Inghilterra si giocò alle 16 del 16 luglio e fu trasmessa dalla Rai con la telecronaca di Niccolò Carosio.

La sera del 19 luglio si ebbe la “sciagurata” sconfitta e l’eliminazione della nazionale ad opera della Corea del Nord, ma a questo punto il nostro protagonista, Arturo, aveva già consumato la sua vendetta, ritardata ma micidiale, truffaldina ma “giusta” e per lui, soprattutto, riscatto della propria dignità calpestata». La regia dello spettacolo è di Gisella Giovannoni, l’aiuto regista è Andrea Carciola, le coreografie sono di Anna Banti. Sul palcoscenico saliranno: Alberto Bertoli, Valentina Bianchetti, Andrea Carciola, Piero Cavicchi, Francesco Croce, Giacomo Di Fraia, Lucia Favilli, Virginia Fidanzi, Giuseppe Fulceri, Gianni Manzini, Barbara Nocchi, Francesco Parri, Michele Perillo, Rosella Puca, Marinella Serini, Marco Tonelli, Cecilia Vezzosi.

(Nella foto la locandina dello spettacolo)

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