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Agroppi e Lancisi, quanto è bello parlare di calcio

Agroppi e Lancisi, quanto è bello parlare di calcio

PIOMBINO. Tanta gente da “Tonino”, la storica pizzeria di corso Vittorio, per la presentazione del libro di Mario Lancisi e Marcello Mancini, “La Fiorentina è molto più che una bistecca”. Nel locale...

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PIOMBINO. Tanta gente da “Tonino”, la storica pizzeria di corso Vittorio, per la presentazione del libro di Mario Lancisi e Marcello Mancini, “La Fiorentina è molto più che una bistecca”. Nel locale di (Maso) Massimo Giorgi, grande tifoso viola, c’erano Mario Lancisi, scrittore e giornalista, Aldo Agroppi, Ado Grilli per il coordinamento, Cristiano Lozito per le interviste.

Poche le domande, in realtà, visto che Aldo Agroppi da solo è riuscito a ipnotizzare ( e a divertire) la platea con un racconto ricco di curiosità e retroscena dei suoi anni alla Fiorentina, quello bello del debutto su una panchina di serie A culminato col quarto posto e il piazzamento Uefa (85-86) e quello brutto (92-93) chiuso con l’esonero.

Quindi battute fulminanti su alcuni dei protagonisti del calcio di quegli anni: da Giovanni Galli («veniva all’allenamento in bicicletta... ma come si fa») a Passerella («nell’intervallo di una partita gli urlai che si doveva vergognare, nella ripresa tornò campione»), passando per Gentile («si lamentava di non giocare, una volta gli dissi di scrivere lui la formazione alla lavagna, così si accorse che in più di 11 non si va in campo») e Vittorio Cecchi Gori («Bravo ragazzo, ma dé...») fino al clamoroso dissidio con Antognoni, idolo viola che reduce da un lungo infortunio giocava poco («in realtà fece 23 presenze»), col montare della rabbia dei tifosi culminata in un’aggressione ai “campini” da cui lo salvò proprio Passerella. «In realtà con Giancarlo non c’è mai stato un problema personale – ha raccontato – gli dicevo stai buono, aspetta, ma chi ti manda via di qui... Ma lui voleva giocare sempre. Da allora a ogni compleanno, il primo aprile, gli mando un biglietto con scritto: “Auguri. E non è uno scherzo”».

Mario Lancisi dal canto suo ha parlato della cronica insoddisfazione dei tifosi viola, «a prescindere dai risultati, visto che il presidente Befani, quello di uno scudetto e 4 secondi posti negli anni 50, alla fine prese le monetine», rafforzando questo ragionamento con la citazione di un recente referendum tra gli appassionati che hanno messo Cecchi Gori al secondo posto tra i migliori presidenti di sempre: «Rimpiangono perfino Vittorio – ha concluso Lancisi – che pure li ha portati alla rovina».

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