Il presidio
«Il mio documentario letterario su Piombino»
PIOMBINO. Un nuovo film è stato girato a Piombino da un giovane filmaker, Stefano Simone. Lo abbiamo incontrato durante le riprese tra le vie della città, un lavoro intenso caratterizzato dal caldo...
PIOMBINO. Un nuovo film è stato girato a Piombino da un giovane filmaker, Stefano Simone. Lo abbiamo incontrato durante le riprese tra le vie della città, un lavoro intenso caratterizzato dal caldo estivo, ma già di grande soddisfazione. Stefano Simone classe 1986 è nato in Puglia, a Manfredonia, dove vive attualmente anche se il lavoro lo porta spesso lontano.
Quando è nata la sua passione per il cinema?
«Fin da bambino, all’età di tredici anni girai “Il delitto di classe” un giallo ispirato a un racconto di Stefano Benni».
Quale è stato il suo percorso di studi?
«Ho frequentato il liceo socio-psicopedagogico e dopo il diploma mi sono trasferito a Torino, per studiare cinema all’Istituto Fellini dove ho conseguito l’attestato di operatore della comunicazione visiva».
Il suo vero progetto cinematografico?
«Nel 2010 ho girato il mio “lungo” di esordio. “Una vita nel mistero”».
Come è nata la collaborazione con l’editore Gordiano Lupi?
«Ho conosciuto Gordiano nel 2008, quando gli mandai i miei corti. Lui li recensì in maniera estremamente obiettiva».
Cosa avete realizzato insieme?
«Ho realizzato tre film tratti dai suoi racconti, tra i quali il mediometraggio horror “Cappuccetto rosso” e il bergmaniano “Gli scacchi della vita”. Siamo così arrivati alla nostra quarta collaborazione».
Come è nata l’idea di fare un film a Piombino?
«Gordiano mi ha proposto di realizzare un documentario letterario che mettesse in evidenza tutti i luoghi tipici di Piombino, commentati in “voice over” sulla base di alcuni suoi racconti. Un progetto che mi è piaciuto subito e che con un assiduo impegno ho portato a termine con grande soddisfazione. Ho potuto raccogliere del buon materiale per montare un docushort».
Quando uscirà?
«Probabilmente all’inizio del 2017, inserendolo in quanti più circuiti possibili, partendo ovviamente da Piombino».
Barbara Noferi
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