Il Tirreno

«Il saluto ai tifosi piellini? La mia è stata educazione»

di Paolo Federighi
La guardia del Golfo Piombino Fabrizio Piccone mentre saluta alcuni tifosi piellini a fine derby: il suo gesto non è piaciuto alla Marea gialloblù che ha criticato il giocatore sui social network (foto Paolo Barlettani)
La guardia del Golfo Piombino Fabrizio Piccone mentre saluta alcuni tifosi piellini a fine derby: il suo gesto non è piaciuto alla Marea gialloblù che ha criticato il giocatore sui social network (foto Paolo Barlettani)

Parla Fabrizio Piccone, nel mirino della Marea dopo il derby

27 marzo 2024
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PIOMBINO. Alla Marea gialloblù non è piaciuto che Fabrizio Piccone andasse dai tifosi della Pielle alla fine della partita di domenica al PalaTenda (vinta dai livornesi per 74-83). Il post sui social in cui il gruppo di sostenitori piombinesi prende le distanze da Piccone non ha trovato concordi tutti in città, ma l’atteggiamento della guardia di Lanciano non è piaciuto neanche alla società Basket Golfo, con cui il giocatore si vedrà a giorni.

«Tanti tifosi di varie squadre mi scrivono prima di una partita – spiega Fabrizio Piccone – in questo caso i tifosi della Pielle mi avevano chiesto di andare a salutarli. Ho visto che anche Venucci, Almansi e Okiljevic erano andati a salutare. Mi hanno chiamato e sono andato anch’io. Sarebbe stato poco educato non farlo. Certo, i tifosi della Pielle ci hanno offeso per tutta la partita – prosegue – ma ci hanno offeso anche quelli della Libertas quando ci abbiamo giocato. Succede, è il nostro mestiere. Il mio gesto – aggiunge – era anche per stemperare un po’ il clima e far capire che, a partita finita, tutto si ferma. Li ho salutati e sono stato a parlare con loro dieci minuti: hanno sempre detto di me belle cose, al di là di vittorie e sconfitte, al di là di quanto mi abbiano insultato durante le partite».

Secondo il giocatore non sarebbe accaduto niente se i tifosi fossero stati della Libertas. «Se lo avessi fatto coi tifosi libertassini – dice – nessuno avrebbe detto nulla. Ma non è che da una parte sono tutti santi e dall’altra tutti diavoli. Io andai a vedere la partita tra Libertas e Omegna e accanto a me c’erano adulti che incitavano i bimbi a offendere i giocatori di Omegna. Insomma, se non ci fosse questo odio nei confronti della Pielle non sarebbe successo nulla».

La guardia gialloblù chiarisce di aver fatto già qualcosa del genere in passato. «A Omegna, dopo la partita che perdemmo – racconta – ho regalato la mia maglia a un loro tifoso che me l’aveva chiesta e gliel’ho autografata, restando un po’ a parlare. Nessuno mi disse nulla». Il cecchino del Golfo parla poi di alcuni che prima hanno contribuito a scrivere sui social il comunicato della Marea e poi gli hanno scritto tutt’altro in privato. «Non capisco certi comportamenti – spiega Piccone – c’è addirittura chi ha fatto molti post sulla mia disponibilità coi bambini e le bambine e che si è espresso contro di me sulla pagina della Marea. Si ragiona solo così: amici o nemici. Io non la penso in questo modo. Avrei preferito mi parlassero in privato».

Piccone chiede comunque scusa ai tifosi e alla società, alla quale il suo atteggiamento non è piaciuto. «Chiedo scusa – spiega – il mio comportamento non è piaciuto alla mia società, con la quale mi vedrò a giorni. Sono pagato dal Basket Golfo. Con la Marea? Sarò lo stesso di sempre – assicura – e così pure coi compagni: ad oggi nessuno mi ha detto niente, tutto come sempre».


 

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