Sicurezza
Piombino, De Gregorio torna a casa: «Così mi rimetto in gioco»
Il giovane difensore riprende gli scarpini dopo un anno sabbatico. Ha già iniziato gli allenamenti a Piombino ed esordito in amichevole
PIOMBINO. Non è certo uno dei ritorni al calcio più facili. Raffaele De Gregorio, classe 2003, ha ripreso gli scarpini – rimasti appesi al chiodo per tutta la passata stagione – e si è rimesso in discussione sul rettangolo verde con i colori nerazzurri del suo Atletico Piombino. In un momento in cui, per lui come per altri, conciliare il lavoro e il pallone non è semplice. Raffaele infatti fa il bagnino e la sera, dopo aver staccato alle 18,30, deve precipitarsi al campo dove comincia puntuale alle 19 gli allenamenti quotidiani. Ma per chi ama il pallone e il Piombino ogni sacrificio è accettabile.
«Ho iniziato nel Salivoli – spiega il giocatore – poi sono passato all’Atletico Piombino dove ho giocato sempre fino a due stagioni fa, l’ultimo anno in Eccellenza. L’anno scorso mi sono preso il proverbiale anno sabbatico perché mi volevo concentrare sull’università: avevo scelto scienze motorie e avevo preso casa a Pisa, volevo vedere come mi trovavo ma non è andata come mi aspettavo. Perciò sono tornato a casa e ho deciso di rimettermi in gioco. Il primo obiettivo – spiega – è quello di tornare in forma: ho ricominciato da poco e l’anno di stop si è fatto sentire, tra crampi e gambe tese. E poi ritrovare la passione per lo sport». Sul prato del “Loris Rossetti” di Cecina De Gregorio è anche tornato in campo in una delle prime amichevoli estive del Piombino. «È stato molto bello – racconta – mi ha dato delle bellissime sensazioni. In campo con me c’era Alessio Fatticcioni, un giocatore che credo sia un ottimo punto di riferimento per noi più giovani: siamo in tanti del “vivaio”, conosco già i ragazzi del 2004 che erano qui la scorsa stagione e poi ho un rapporto di amicizia particolare con Thomas Martelli, difensore anche lui. Ci conosciamo da sempre, usciamo insieme la sera con amici comuni, tra calcio e ore libere ci frequentiamo molto».
Alto un metro e novanta («punto tanto sull’altezza e sui colpi di testa» ammette), De Gregorio se la cava bene anche con i piedi. Per lui questo ritorno a casa non è stato semplice, tanto che durante il suo “anno sabbatico” «non riuscivo ad andare allo stadio. Seguivo comunque i risultati del Piombino la domenica. Ho visto solo la partita dei playout contro l’Atletico Etruria – racconta – diciamo che ho portato bene: è stata la partita della salvezza, davvero ricca di emozioni. Per me questa è la prima volta che lavoro con mister Antonio Brontolone, anche se mi conosceva per avermi visto giocare al Torneo Passalacqua, come del resto Luca Gherardini. Da quello che ho potuto vedere sono due persone preparate e alla mano – conclude De Gregorio – con cui è possibile parlare di tutto. Oltre al calcio? Suono la chitarra in un duo acustico – spiega – ci chiamiamo 2ounds (si pronuncia Two Sounds, nda), con la mia amica Martina Mellacina».
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