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«Mi piacerebbe restare nel Golfo e dimostrare davvero chi sono»
L’intervista ad Alessandro Azzaro, reduce da un anno reso difficile dagli infortuni. «La sconfitta alla 29esima giornata è stata un incubo: ci ha tolto tanta autostima»
PIOMBINO. È quasi sera quando ci risponde al telefono. Lui è in vacanza con la sua ragazza in Sardegna, vicino a Stintino. In moto, una delle sue passioni. «Valentino Rossi è stato il mio idolo, una vera e propria malattia». Dopo aggiunge di aver amato LeBron James, ma senza la stessa fissazione provata per il 46 di Tavullia. Parliamo di Alessandro Azzaro, tra i protagonisti della grande stagione del Basket Golfo Piombino. Un giocatore che nonostante i problemi fisici che l'hanno perseguitato ha mostrato più volte la sua classe, anche nella serie finale contro Oleggio.
Messinese, nato il 22 dicembre 1993, Azzaro è rimasto a giocare nella sua città – dove vivono papà Carlo, mamma Gabriella e il fratello Marco, di 27 anni – fino ai 13 anni. Poi è volato a Bologna (sponda Fortitudo), trascorrendo lì tutte le giovanili e debuttando in B a 18 anni. Alto 2,02 metri per 98 chili, mancino, gran tiro dalla media e dalla distanza, dinamico e intelligente, dopo il fallimento della Fortitudo tornò a Messina e vinse la C2, poi andò in C1 a Fabriano e in A2 a Reggio Calabria per due anni. Nelle ultime 8 stagioni ha giocato in serie B: a Palermo, Taranto, Bisceglie, Giulianova, Nardò, ancora Taranto, San Vendemiano e infine Piombino. Nel 2009 ha disputato gli Europei Under 16 a Kaunas, in Lituania.
Quali sono le sue passioni?
«Moto e motori in genere, andare in barca e mangiare. Sono uomo di mare, ma mi piace la carne».
Le manca la Sicilia?
«Dopo un po' che mi trovo a giocare altrove, sento la mancanza della mia terra».
È stato un anno difficile per lei.
«Frustrante: non riuscivamo a risolvere i miei problemi fisici. Gennaio l’ho saltato. Poi, negli altri mesi o la schiena o il polpaccio, oppure l’influenza, mi hanno dato rogne. Nei play-in mi sono un po’ ripreso, soprattutto di testa».
Chi conosceva del gruppo?
«Piccone: abbiamo lo stesso agente e ci ho giocato contro diverse volte».
Quali sono stati i momenti più belli e i più brutti in stagione?
«I più belli sono le vittorie a Vigevano, in casa contro Omegna e in gara 5 contro Oleggio. I più brutti le due sconfitte contro le livornesi all’ultimo secondo, gli infortuni di De Zardo e Venucci (che abbraccio forte) e la sconfitta alla 29esima contro Oleggio: una partita surreale. Fui costretto dai dolori a sedermi dopo poco. Poi Pedroni non ce la faceva dopo la febbre e Piccone si fece male. Dal +18 alla sconfitta allo scadere. Ci è sfuggito un quarto posto blindato quasi tutto l’anno. Una sconfitta che ci ha tolto la nostra brillantezza, l’identità e l’autostima. Ma in gara 5 contro Oleggio tutto è tornato fuori».
Come si è trovato con glia ltri?
«Il gruppo è nato subito, fatto di bravi ragazzi che hanno remato nella stessa direzione. È stato facile ambientarsi. A pesca? Sono andato due volte e non ho preso niente, quindi ho smesso».
Cosa pensa di Cagnazzo?
«Persona fantastica. Sa come farci rendere al meglio. Vuole prima eccellenti persone, poi bravi giocatori. Da ognuno tira fuori il massimo. E trasmette serenità».
Cosa dice ai tifosi gialloblù?
«Mi dispiace che non mi abbiano visto in ottima forma fisica. Avrei voluto dimostrare di più. I tifosi sono stati grandi, seguendoci anche in trasferta. Ma vorrei più gente sugli spalti al palazzetto».
A Piombino come si è trovato?
«Bene. Una città un po’ “morta” d’inverno, ma bella. Con luoghi stupendi vicino, mi piace anche il clima».
Quindi le piacerebbe restare?
«Non so niente, al momento. Ma si vuole sempre restare dove si è stati bene».
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