Italia
Mancano i portieri e tra i pali va il medico sociale di 68 anni
Nelle fila del Sassetta l’incredibile esordio del dottor Bernardino Persico «Sono sceso in campo con mio nipote Tommaso, un’emozione unica»
Francesca Lenzi
PIOMBINO. Il Sassetta calcio ha giocato sabato pomeriggio l’anticipo del campionato di Terza categoria a San Vincenzo, impianto Barbetti, contro il Rio Marina. La squadra del presidente Gianluca Giannoni si è presentata all’appuntamento con dieci uomini assenti, fra infortuni e motivi di lavoro, e ha perso 6-2. A mancare erano anche i due portieri, con il terzo che è dovuto scendere in campo, esordendo di fatto in una partita ufficiale della Figc. Badate bene, però. Non pensiate di trovarvi di fronte a un giovincello del vivaio, gettato nel rettangolo verde in barba all’inesperienza. Il Sassetta, infatti, ha schierato fra i pali Bernardino Persico, terzo portiere, ma anche medico sociale del club.
Età anagrafica: 68 anni, da compiere la vigilia di Natale. Oltre a lui, la formazione sassetana ha schierato Olldashi, Cerri, Cammelletti, Zouhair, Manno, Marino, Deri, Ferri, Marinari e Tommaso Persico. In panchina: Rinaldi, Viola, Seydi, Cheli e Creatini. Avete letto bene. Di Persico nel Sassetta ce ne sono due: il primo è per l’appunto Bernardino, portiere 68enne; il secondo è Tommy, il nipote, figlio del fratello del dottore. «Ci siamo presentati alla gara di sabato in totale emergenza di organico, con entrambi i portieri infortunati – racconta il presidente Giannoni, 49 anni, anche lui tesserato come giocatore – La partita ha visto l’esordio in Figc del dottor Persico, una persona spettacolare, di cuore. Oltre a svolgere nella vita la professione di medico di base, ha da sempre l’hobby del calcio amatoriale». «Sono il medico sociale del Sassetta da questa stagione, ma per tanti anni ho svolto la stessa funzione a Donoratico, poi nel Bibbona – afferma Bernardino Persico, classe 1953 – Ho 68 anni, è vero, vissuti bene, sia a livello professionale che sportivamente parlando. Mi sono sempre divertito a giocare nel circuito amatoriale. Ho fatto parte anche di un campionato regionale di medici nel 1995 con la squadra di Livorno (vincendolo), sempre come portiere. Negli anni dell’università ho trascorso il tempo con qualche torneino, sempre amatoriale e, recentemente, ho partecipato nella squadra veterani di Cecina nel calcio camminato. Sabato, invece, mi sono ritrovato a esordire in Figc, campionato di Terza categoria. Che dire? Mi sono divertito un sacco. È stata una bella esperienza. Quanto al risultato, giochiamo con la squadra molto alta, e capita che davanti alla porta arrivino in contropiede anche due avversari. Al di là del punteggio finale, sono stato bene e, comunque, non ho mica fatto il palo. Ho parato, mi sono buttato in terra, soprattutto mi sono divertito. E, se dovesse verificarsi un’altra opportunità, la coglierei volentieri. Quando c’è un pallone che ruzzola, sono sempre pronto. In passato ho seguito pure una squadra di Allievi del Cecina. Insomma, nel calcio ci son sempre stato, sia come medico sportivo che come dirigente. Mi mancava giusto di esordire da giocatore in Figc. È stata una bella emozione».
«Faccio il medico di famiglia dal 1985 a Donoratico – conclude Persico, originario di Bolgheri – ma non ho intenzione di smettere con l’attività sportiva. Finché ci riesco. Certo, giocare in un campo a undici è dura, ma lo è per tutti e il calcio è come andare in bicicletta, una volta che s’impara, non si smette più».
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