Italia
Lolini deluso dai tifosi: non aiutano la squadra
E dopo la batosta col fanalino Borgomanero su coach Friso prende tempo: «Faremo valutazioni anche sulla squadra»
Francesco Massei
PIOMBINO. In casa Golfo è buio pesto. Il risveglio dopo l’ennesima debacle casalinga stagionale è davvero amaro. Probabilmente nessuno si sarebbe aspettato un simile avvio di campionato: cinque sconfitte su sei partite giocate e un Palatenda che continua a essere terreno di conquista per le squadre avversarie.
Un inizio di torneo che sicuramente non era nei piani neppure per il presidente Ottorino Lolini che non nasconde la propria delusione.
«Per adesso è stato un avvio super deludente – dice il patron del Basket Golfo – è inutile arrampicarci sugli specchi.
Presidente, quale è il suo punto di vista in merito a questa situazione?
«Sicuramente è complicato da spiegare – risponde Lolini – La squadra sta rendendo nettamente al di sotto di quelle che erano le aspettative con cui era stata costruita: nessuno si aspettava simili prestazioni e siamo molto delusi. Lo feci presente io stesso alla squadra nello spogliatoio qualche settimana fa ma non mi sembra che sia servito: la situazione sta peggiorando domenica dopo domenica. Come società stiamo facendo delle valutazioni interne per capire cosa non sta andando e poi vedremo come comportarci. Sicuramente non è un momento facile per noi. La cosa che più dispiace è che in questo momento stiamo registrando un allontanamento del nostro pubblico, dei nostri tifosi. È l’aspetto che più mi rattrista: come società facciamo tanti sacrifici ma sembra che la città non abbia interesse ad avere una squadra in un campionato nazionale. È questo il momento in cui serve il sostegno, il tifo: ero presente nell’ultima trasferta di Livorno dove non c’è stato nessun incitamento, nessun coro. È un pensiero personale il mio, ma credo che la squadra vada incitata specialmente quando le cose non vanno per il meglio. Ripeto, questa è la cosa che mi fa dispiacere di più. La società fa degli sforzi per garantire la presenza in un campionato nazionale ma se deve diventare un “giocattolo” personale, preferirei giocare con oggetti meno costosi. Se invece così non è, io sono ben disposto a impegnarmi nella causa».
Tornando al campo, la posizione di coach Friso è a rischio?
«Noi fin qui abbiamo dato fiducia a tutti. E non mi riferisco solo all’allenatore, ma anche ai giocatori. I risultati però non stanno arrivando e ripeto, come società faremo valutazioni interne su questo andamento. Io poi sono una persona che è abituata a soppesare tutte le situazioni, sia nel bene che nel male: diciamo che adesso entriamo in una situazione di monitoraggio obbligatoria, dopo queste prestazioni super-deludenti«.
Lei ha fiducia sul fatto che la squadra riesca a riprendersi?
«Sì, ne sono convinto. Lo abbiamo già fatto durante alcune stagioni, specialmente nell’ultima: e come abbiamo fatto un anno fa ci proveremo sia come squadra che come società. Voglio ripetere che però l’aspetto che mi delude di più in questa situazione è la risposta del pubblico. Domenica i cronisti hanno ben definito il clima del Palatenda: non c’era tifo, non c’era rumore. Capisco che i risultati non siano piacevoli, ma la squadra va aiutata in questo momento. È importante poi sapere quanto sia d’interesse un campionato nazionale alla città: qualora questo interesse non ci fosse, prima di decidere sul futuro degli altri, forse farei prima a ritirarmi io. Altrimenti sarò ben disposto a continuare a dare il mio contributo per la causa».
Per il resto, la Solbat tornerà al lavoro oggi per preparare la prossima sfida di Legnano, in programma per domenica alle 18. In Lombardia i gialloblù dovrebbero presentarsi con un Mazzantini in più.
A meno di clamorosi colpi di scena, ci sarà anche coach Massimo Friso: il bottino di appena una vittoria su sei partite giocate non rafforza la posizione del tecnico veneto ma a oggi non sembrano previsti cambi in corsa. Anche perché il curriculum dell’ex Pistoia e Barcellona è una sorta di garanzia: Friso ha esperienza e risultati da vendere, insomma sulla carta il profilo giusto per a portare fuori il Golfo dalla crisi.
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