Meazzini: «Bisogna iniziare a programmare Ma prima voglio parlare col presidente»
piombino. È arrivato in corsa, con il campionato già avviato e il compito di guidare la parte tecnica di un Piombino rimasto senza diesse dopo la scelta di Andrea Gherardini di mettersi in pausa per motivi personali. A livello operativo, tuttavia, Antonio Meazzini, con esperienze da dirigente in molte squadre, fra le quali Ponsacco, Cenaia, Montignoso, fino alla Massese, si è fermato poco dopo il suo arrivo, a causa del nuovo stop ai campionati di fine ottobre. In questi mesi di inattività anche il suo ruolo è stato messo spesso in stand-by, non troppo coinvolto dal presidente Spagnesi, abituato a gestire la società da uomo orchestra.
«Per ora non ho nessuna novità sul mio futuro – afferma Meazzini – Eravamo d’accordo di sentirci dopo Pasqua e adesso ci siamo. Nel frattempo ho saputo che altri giocatori, dopo Luci, sono stati contattati da altre squadre. Morelli, ad esempio, è stato cercato dal Cecina e, credo, anche dal Cascina. Un paio di squadre si sono dimostrate interessate a Pellegrini. Inoltre mi ha chiamato Frosinini che dovrebbe andare a studiare a Firenze. Se anche il Piombino deve muoversi? Beh, ci sono società che già sono al lavoro, altre no. Per come sono fatto io, voglio parlare con Spagnesi e capire cosa vuol fare, ma la comunicazione è molto difficoltosa. Però sono tranquillo – va avanti Meazzini – Negli anni sono cambiato e oggi la prendo con filosofia. È logico che andare in una società senza programmi rende complicato ripartire e fare le cose. Io sono abituato a coinvolgerle le persone. Non so se la scelta di non partecipare al campionato sia giusta o meno. Anch’io al momento della decisione ero molto titubante su parecchi aspetti. Non si sapeva quanto sarebbero costati i tamponi, c’erano dubbi sulle trasferte e via dicendo. Ora però vedo che la situazione è più calma, i tamponi hanno un prezzo abbordabile e chi ha deciso di partecipare alla fine si è organizzato bene. A questo punto, perciò, mi spiace per il Piombino, ma capisco anche le esigenze di una società e non posso dire se abbiamo sbagliato o fatto bene».
«Per programmare il futuro non è presto né tardi – prosegue Meazzini – Alcune società hanno già presentato ad esempio l’allenatore. Ma si può iniziare anche fra un mese, non siamo in serie A. Insomma, si può fare tutto, è logico che più si aspetta e più le cose diventano difficili. Ma questo non sta a me giudicarlo. Io posso provare però a parlare con il presidente, prima di tutto per capire se le idee concordano e se vuole che io rimanga. Poi starà a me decidere sulla base anche di quello che mi verrà chiesto. L’Eccellenza è un campionato dilettantistico, siamo d’accordo, ma è una competizione importante e un minimo di programmazione ci vuole». —
F.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
