Il presidio
Boxe: vecchia scuola e nuovi sogni di gloria
Galligani (Old school): «Nel ricordo del maestro Fedio Fossi vogliamo far rinascere la storica palestra di via Bruno»
Francesca Lenzi
piombino. La boxe è una delle discipline sportive più rappresentate sul grande schermo. Dalla saga di Rocky fino allo struggente poema di Million dollar baby, il cinema ha cercato di raccontare in ogni modo il pugile e i guantoni, quel muoversi come sul ring volando come una farfalla e pungendo come un’ape, e tutto il resto racchiuso sul quadrato, metafora della vita.
Uno dei film migliori sul tema è senza dubbio Toro Scatenato, parabola discendente di Jake La Motta, firmato da Martin Scorsese. Nei titoli di testa la camera fissa inquadra sul ring il pugile De Niro, incappucciato e nascosto dentro l’accappatoio che esegue uno sparring a vuoto, ripreso in ralenti sotto la melodia della Cavalleria rusticana di Mascagni, in un valzer in bianco e nero, icona di uno dei più antichi sport di combattimento. Nessun rumore, e nulla intorno al pugile, solo con se stesso.
Lo sguardo di Scorsese è forse la rappresentazione migliore di una disciplina che, a dispetto delle apparenze, contiene sotto la propria carnalità, un valore spirituale e un bene privato. In via Giordano Bruno, lungo le mura del castello, ci s’infilano i guantoni e si combatte almeno da settant’anni. La palestra, intitolata al maestro Fedio Fossi, è stata gestita fino a pochi mesi fa dalla storica Pugilistica piombinese che vi si allenava condividendo lo spazio con l’altra associazione di pugilato nata nel 2013, la Old school boxing, attualmente nuovo gestore dell’impianto, di proprietà comunale, dietro canone annuo di 3.600 euro.
Dopo un anno di Covid, con conseguente sospensione dell’attività sportiva, adesso la boxe sta vedendo un po’ di luce in fondo al tunnel. Senza alcun entusiasmo, sia chiaro. Infatti ad allenarsi per ora sono soltanto gli agonisti, ma la speranza è di arrivare presto a pieno regime, potendo sfruttare al meglio l’opera di restyling della palestra, dotata di un nuovissimo ring, di sacchi nuovi di zecca e via dicendo.
«L’associazione che amministrava precedentemente l’impianto, una volta ceduta la gestione, ha portato via il vecchio ring – spiega Riccardo Galligani, tecnico titolare e responsabile regione Toscana del settore amatoriale, che guida la Old school insieme agli altri tecnici Mirko Carmignani e Iacopo Ferrini – Il Comune ha contribuito quasi al 100 per cento all’acquisto del nuovo ring mentre noi, come associazione, ci siamo occupati della ristrutturazione del locale, sistemando i bagni, riverniciando le pareti e comprando il materiale necessario come i sacchi. Purtroppo, per colpa del virus, siamo stati fermi fin quando la federazione non ha redatto a gennaio il protocollo per la ripartenza, dando la possibilità agli agonisti di allenarsi. Per agonisti intendo gli atleti dalla Gym boxe a livello nazionale fino al pugilato olimpico».
«La nostra associazione nasce nel 2013, quasi per scommessa – prosegue Galligani – Io ho iniziato con la boxe quando avevo 10 anni, con il maestro Fedio Fossi che sento ancora oggi vivo nel mio cuore. Ora di anni ne ho 45 e sono tecnico dal 2013, proprio quando è nata la Old school. Perché è nata? Beh, alcuni di noi avevano idee diverse rispetto al nuovo tecnico della Pugilistica. Precisiamo, nessuno è più bravo di nessuno. Solamente la vedevamo in modo differente e così ci siamo divisi, dando vita a una nuova associazione. All’inizio ci allenavamo alle Fucini dove però non c’era ring né altro. Dopo aver richiesto a più riprese uno spazio adatto, finalmente ci fu data la possibilità di venire qua alla palestra pugilistica e, quando a novembre il Comune ci ha chiesto di subentrare nella gestione, l’abbiamo fatto».
La Old school boxing Piombino conta una cinquantina di tesserati, di età varia, dai 14 fino ai 50 anni. Soprattutto uomini, con qualche ragazza, compresa Elisa Panizzi, diventata recentemente senior elite.
«La speranza è di riprendere a pieno regime con tutti i tesserati – afferma Galligani, mentre gli atleti agonisti arrivano alla spicciolata in palestra per allenarsi, non prima di sottoporsi alla misurazione della temperatura e all’autocertificazione – Non solo. Un giorno sì e uno no una ditta specializzata sanifica i locali. Vogliamo ripartire. Già adesso respiriamo l’aria della ripartenza. Oggi si tiene in palestra la seconda giornata del campionato toscano Light boxe per la qualificazione ai campionati italiani. Una volta ho fatto una promessa a Fedio e penso di essere riuscito a mantenerla. E a portare avanti i suoi insegnamenti. Per lui il pugilato è una porta aperta a tutti, non si fa per soldi e cerca di trasmettere amicizia, fratellanza e uguaglianza. Sembra demagogia, ma è così. La boxe prima di tutto deve far diventare uomini, poi pugili».
Fra gli atleti in palestra anche Jacopo Bertocchi, ex assessore di Campiglia, fresco di nomina come presidente della Old school boxing: «Sono sempre stato appassionato della boxe, ma in concreto mi sono avvicinato alla disciplina in un momento della mia vita nel quale avevo bisogno di sfogarmi – racconta Bertocchi – Mi sono avvicinato con molta umiltà, ma già dopo un paio di volte è diventata una specie di droga. Il pugilato è così: se resisti alla fatica nelle prime settimane, poi non ti molla più. Ho 42 anni e da sei pratico la boxe che mi ha aiutato tanto anche a livello caratteriale. La boxe non mette te contro l’altro, ma ti aiuta a conoscere te stesso attraverso l’altro».
«Ho iniziato come atleta nel 1968 e ho smesso dieci anni più tardi, e adesso do una mano a questi ragazzi», interviene uno dei volti storici della pugilistica, Gianfranco Gilardetti detto Ringo.
«Essere qui, in questa palestra, per me è importantissimo – conclude Galligani – Lavoro da elettricista ma, come ho un momento libero, vengo qua. Non è un sacrificio. Questa è la mia vita, la mia casa». —
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