Il Tirreno

piombino calcio 

«L’Eccellenza riparte? Una scelta scellerata»

Francesca Lenzi
«L’Eccellenza riparte? Una scelta scellerata»

Il presidente Spagnesi e capitan Rocchiccioli contrari al ritorno in campo: «In Italia ci sono molti altri problemi»

4 MINUTI DI LETTURA





Francesca Lenzi

piombino. Il campionato di Eccellenza ripartirà. Quando, con quante squadre, in quale modalità e con quali regole lo scopriremo soltanto nei prossimi giorni. Di certo, ad oggi, c’è la notizia della ripresa della categoria più vicina al calcio semi-professionistico.

A dare il via libera al ritorno in campo è stato il presidente della Figc, Gabriele Gravina che, uscendo alla riunione del consiglio federale di venerdì, ha annunciato la ripartenza dell’Eccellenza, secondo una formula che non dovrebbe prevedere retrocessioni ma soltanto valore al merito sportivo, con promozioni verso l’Interregionale. In realtà la sensazione è che dell’Eccellenza ci si interessi proprio soltanto in relazione alla serie D dove diventerebbe un problema fare a meno delle retrocessioni.

A ogni modo, Gravina ha promesso una seria valutazione su eventuali interventi economici a sostegno delle società che decideranno di riprendere l’attività. Domani il presidente del comitato regionale, Paolo Mangini, si confronterà con le società toscane dell’Eccellenza per mettere a punto il quadro della situazione, mentre mercoledì si riunirà nuovamente il consiglio direttivo della Figc per stabilire in concreto le linee per la ripresa.

Il Piombino, tramite il presidente Massimiliano Spagnesi, ha già espresso la propria contrarietà a una possibile ripartenza. Come tutti, anche i nerazzurri sono fermi ormai da mesi e per di più, da qualche giorno, senza allenatore, dopo le dimissioni di Manuel Madau.

«In Italia al momento ci sono molti altri problemi che pensare di far ripartire l’Eccellenza sembra una barzelletta – le parole del capitano piombinese, Tommaso Rocchiccioli –. Non abbiamo, comunque, ancora idea delle tempistiche, di quanto durerebbe il campionato, delle regole da seguire. Credo che nei prossimi giorni per ciascuno di noi, giocatori e società, ci sarà modo di decidere se e come riprendere. Le problematiche sono diverse: dalle trasferte, ai pullman, fino ai tamponi. Se davvero la richiesta sarà di tamponi effettuati a distanza della partita – sostiene il capitano nerazzurro – con l’obbligatorietà di non poter uscire di casa, la vedo durissima per chi, come me, di lavoro fa altro rispetto al calcio. E anche le società come fanno ad andare avanti, senza sponsor e senza incassi? Servono aiuti. Insomma, mi sembra una situazione così complicata che la scelta di riprendere mi lascia basito. Ogni giorno si chiudono sempre più le regioni, e qui riaprono il campionato d’Eccellenza».

«Sembra proprio che ripartiremo, ma ci sono ancora tante incognite – afferma il direttore generale del Piombino, Antonio Meazzini –. Noi parliamo per la Toscana, ma l’Eccellenza è diventata un campionato a livello nazionale e le posizioni sono differenti. Le società umbre non vogliono partire, quelle della Liguria vogliono la retrocessione, le siciliane ripartire subito domenica. Siamo ancora in alto mare. Capisco l’amore per il calcio, ma dobbiamo stare attenti, e gli interrogativi sono molti. Ad esempio – prosegue il direttore generale nerazzurro – i tamponi e chi li paga, tanto per dire. Immagino ci sarà solo il girone d’andata. Pare poi che ci possa essere la facoltà di mantenere la categoria anche per le società che decideranno di non riprendere. Insomma, ha l’aspetto di una farsa. Quanto al Piombino, parlerò presto con il presidente e vedremo cosa fare. Di sicuro c’è poco tempo per decidere. Se mercoledì confermeranno il via libera, entro due giorni dovranno ripartire anche gli allenamenti e dovrà esserci l’allenatore. È vero, non ci sono retrocessioni, ma nemmeno si può pensare di andare a perdere 7-0 in giro per la Toscana. Non sarebbe una bella cosa per una società gloriosa come il Piombino».

«Mi sembra una scelta scellerata quella di ripartire, soprattutto in questo momento in cui la situazione sanitaria pare peggiorare – sostiene il presidente nerazzurro Spagnesi –. Con un probabile ritorno in zona rossa, si torna a fare attività sportiva? Si poteva evitare. D’altra parte entro martedì dovremo decidere, se partecipare o no. E, in caso, di ripresa, che tipo di campionato fare. Se optare per una scelta interna, sia per l’allenatore che per i giocatori, quindi puntando sui piombinesi e sui giovani del vivaio, oppure se pensare a qualcosa di più competitivo e mettere in piedi una squadra con qualche pretesa in più. Già nelle prossime ore mi confronterò – prosegue il presidente Spagnesi – con gli altri dirigenti, che a questo punto c’è anche fretta, sia da un punto di vista decisionale, che operativo, a fronte di dubbi ancora da chiarire, come la questione ristori promessa dalla Federazione ma ancora non chiarita. Resta l’amarezza, comunque, per una scelta – conclude il presidente del Piombino Calcio – che avrebbe potuto essere diversa». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web