Meteo
I piccoli si allenano da soli, ma non è calcio
Il punto coi dirigenti di Piombino, Salivoli e Venturina. L’ipotesi di tornare in campo a febbraio con campionati ridotti
Francesca Lenzi
PIOMBINO. Se i campionati del calcio dilettantistico sono ancora fermi e il loro futuro più che incerto, da quando è ricomparso l’arancione sopra la Toscana è tornata anche la possibilità di allenarsi. Ovviamente in forma individuale e a distanza, con tanto di misurazione della temperatura, autocertificazioni e doccia ognuno a casa propria.
«Si fanno videoconferenze ma dopo due ore nessuno dice nulla. Sarebbe da dire che se ne riparla a settembre e festa finita – le parole di Simone Poli, presidente del Venturina – Da quanto siamo tornati arancioni, comunque, è possibile allenarsi all’aperto e in forma individuale. Mi aspettavo che la federazione dicesse qualcosa, che prendesse posizione. Così invece i problemi e le responsabilità cadono solo sulle società. Ci hanno fatto scegliere e noi per cercare di far muovere i bimbi, soprattutto quelli piccini, e farli uscire da casa, siamo ripartiti. La prima squadra per ora non si è allenata. La juniores si troverà domani, più che stare insieme che per altro. Abbiamo ridotto i giorni degli allenamenti e la loro durata. E si fanno più che altro per tenere i bambini in movimento. Arrivano al campo, i genitori restano fuori, il bar è chiuso, gli spogliatoi pure, corrono e tirano in porta. Il calcio però è un’altra cosa. La Figc aspetta il 15 gennaio quando finirà l’attuale decreto e poi deciderà qualcosa – prosegue Poli – A oggi non sappiamo nulla. Credo che la federazione voglia finire i campionati. C’è chi parla di fare solo il girone d’andata, allargando i playoff. Però boh. Quando arrivò il Covid nella passata stagione, tre quarti del campionato si erano fatti. Stavolta no. E non sarà nemmeno facile trovare una soluzione che accontenti tutti e che, soprattutto, non metta in crisi le società. Forse ripartiamo a gennaio. O febbraio. Di sicuro c’è solo la totale incertezza che stiamo vivendo. La metà delle società ha deciso per adesso di non allenarsi. La ripartenza? Fa paura, è ovvio. Non possiamo programmare nulla, e il lato economico è pesante. Se non mi alleno per bene, se non faccio i tornei, se gioco a porte chiuse, dove le prendo le risorse per andare avanti? La faccia ce la mettiamo noi, ma servirebbe una posizione della federazione. Pensavo che dopo il quasi terzo lockdown avessero le idee più chiare, ma non è così. Per come la vedo io, sarebbe da pensare in prospettiva. A marzo e ad aprile far fare i tornei alle società, così da arrivare a settembre e, grazie anche al vaccino, ripartire tutti per bene».
In zona arancione sono ripresi gli allenamenti anche al Magona per l’Atletico Piombino. Almeno per il settore giovanile. «Qui cambiano colore ogni due ore – sostiene con un filo di amarezza Roberto Ulivi, dirigente nerazzurro – Il Piombino ha ripreso gli allenamenti per tutte le giovanili. Due sedute a settimana di un’ora ciascuna. Senza docce, con ingresso da viale Regina Margherita e uscita da via Salgari. Per l’attività della prima squadra e della juniores è tutto rimandato a dopo la Befana. La società ha dato dei programmi ai ragazzi, li ha pesati prima dello stop. Per la ripartenza vedremo. Per i bimbi è più facile, anche senza la doccia. Per i ragazzi che vengono invece da Livorno o Grosseto come si fa? Ci sono problematiche tecniche. La Figc? C’è una grande confusione. Per ora non si è espressa, anche perché non ha parametri per esprimersi. Parer mio? – va avanti Ulivi – Al Piombino in campionato mancano ancora venti domeniche e non credo proprio ci sia la possibilità di giocarle tutte. Spero che non tirino fuori turni infrasettimanali, perché la gente lavora. Le ipotesi più credibili parlano di un turno di sola andata con playoff allargati. Per finire entro maggio, perché se torniamo liberi come tutti speriamo saranno molti i ragazzi impegnati con i lavori stagionali oppure con la maturità. Senza dubbio la paura per questo virus è ancora molta».
Chi ha scelto di fermarsi almeno fino a gennaio è il Salivoli. «Sono controcorrente, ma spero anche premuroso nel modo giusto – dice il presidente Alessandro Bezzini – Ci siamo confrontati, abbiamo parlato con gli allenatori, cercando di capire anche la loro volontà. Le perplessità erano e sono molte e alla fine abbiamo deciso di aspettare gennaio per valutare poi il percorso epidemiologico, nella speranza di riprendere con i protocolli adeguati. Quindi da noi è tutto fermo. Certo, manca l’aspetto sociale, ma penso che in questa situazione vada soprattutto salvaguardata la salute. Se poi i numeri ce lo consentiranno, ripartiremo più tranquilli. La Figc? Non è vero che non ha detto nulla. Le proprie aspettative le ha comunicate. Il presidente regionale Mangini ha detto che, se la situazione migliorerà, si potranno riprendere gli allenamenti nella seconda metà di gennaio, usando anche gli spogliatoi. E al momento della ripartenza avremo 25 giorni per fare una sorta di nuova preparazione atletica e tattica, con l’idea di ricominciare i campionati a fine febbraio. In che modo? Per ora sono voci non ufficiali ma si dice con un turno di sola andata e griglia playoff e playout allargate». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
