Il presidio
Il basket si prepara all’anno zero
Nulla è scontato, nemmeno l’iscrizione ai campionati inferiori o superiori. E il Golfo sta a guardare
Piombino
La stagione 2019/2020 della palla a spicchi nazionale è definitivamente terminata. Dalla serie A dei campioni fino alle primissime sfide dei giovanissimi aquilotti, il basket italiano ha optato per la conclusione anticipata dell’annata sportiva. Dopo lo stop imposto prima ai campionati regionali e giovanili e poi al torneo di serie B (dove milita il Basket Golfo Piombino) dalla Fip nelle settimane precedenti, il 7 aprile il presidente della federazione, Gianni Petrucci, ha comunicato la sospensione definitiva anche per le serie A1 e A2. Anche in questi ultimi due campionati non ci saranno vincitori e neppure retrocessi. Ciò non vuol dire che, a settembre, tutte le formazioni partecipanti ai vari tornei saranno nuovamente al via come se non fosse successo nulla: l’emergenza sanitaria sta producendo sempre di più le ripercussioni sull’economia e, soprattutto per i club più piccoli, sarà difficile riconfermare i budget e gli impegni finanziari degli anni precedenti. È proprio la serie B a preoccupare di più la Lega nazionale pallacanestro, dal momento che non poche squadre erano indietro con i pagamenti delle mensilità ai collaboratori, già prima di questa pandemia. È utile però ricordare il format attuale: la serie cadetta, nella stagione 2019/2020, ha visto al via 63 club divisi in quattro gironi (quello di Piombino da 15 squadre, gli altri con 16 partecipanti). Quello di serie B è un campionato dispendioso, sia per quanto riguarda i costi legati ai salari degli atleti, sia perché essendo nazionale prevede trasferte lontanissime: Piombino ad esempio quest’anno ha giocato tre volte sia in Sicilia che in Piemonte. Doveroso sottolineare che comunque la società gialloblù, solida e sempre rispettosa dei propri impegni, è esente da queste tematiche. Il discorso è più ampio e riguarda in qualche modo la sopravvivenza dell’intero sistema basket, dal momento che anche in serie A2 ci sono alcune situazioni che possono destare più di qualche preoccupazioni. Al riguardo, la Fip ufficializzerà fra non molto la propria scelta. Ovvero concedere a tutte le squadre una libera iscrizione nei campionati che esse, sulla base dei propri budget, ritengono di poter affrontare senza complicazioni: sarà possibile quindi che formazioni vengano autopromosse (si fanno già i nomi di Bassano, Lecce e Monopoli che sarebbero pronte a iscriversi in B) ma anche che succeda l’opposto e che quindi club che militano in serie A siano obbligate a ripartire dai campionati minori. Sulla base del numero delle iscritte, la Lega procederà poi alla formalizzazione dei nuovi regolamenti e ed eventualmente di una nuova serie B (voci parlano di una possibile cadetteria con soli tre gironi).
C’è anche un altro fronte caldo nel pianeta basket ed è quello degli stipendi: sono in corso trattative tra la Lega Basket serie A, Giba (sindacato dei giocatori) e Usap (allenatori). Almeno per quanto riguarda la massima serie è stato raggiunto un accordo: agli atleti verrà decurtato il salario del 20%. —
Francesco MASSEI
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