Il Tirreno

Piombino ordinato e spietato Per il Cecina non c’è scampo

Michele Falorni

Derby combattuto e nervoso al Mandorlo di Bibbona. Un gol per tempo: sblocca il capitano, raddoppia Braschi

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CECINA. Una rete di Tommaso Rocchiccioli su punizione nel primo tempo e di Tommaso Braschi su azione nella ripresa consegnano al Piombino la meritata vittoria nel derby contro il Cecina.

Ieri, al Mandorlo di Bibbona, la partita è terminata 0-2, con gli ospiti bravi a sfruttare due situazioni, su palla inattiva e su rilancio del portiere, per gonfiare il sacco e strappare tre punti che permettono un altro decisivo passo avanti in classifica.

La gara è sempre stata combattuta, ma la formazione allenata da Manuel Madau, più concreta, ha conquistato preziosi metri di campo con il passare dei minuti affossando i padroni di casa nella crisi più profonda.

È freddo, il cielo è rigato dalle nubi e il terreno di gioco è pieno di piccole buche e un pochino di fango. Appena l’arbitro fischia l’inizio, cominciano i duelli sull’asse centrale, dove la palla schizza di continuo perché su una sponda e sull’altra è difficile controllare la tensione. Se mister Sebastiano Miano sguinzaglia Mirko Bigazzi dietro gli attaccanti nel ruolo di trequartista, il tecnico degli azzurri affida la manovra a Francesco Luci, preciso nel servire Gianluca Morelli e Simone Zoncu e ad aprire la manovra sulle fasce non appena aumenta il traffico e si creano gli ingorghi.

Al minuto 14, proprio Zoncu prova da dentro l’area, ma Leonardo Cappellini para a terra. Il Cecina si riorganizza e costruisce due palle gol in 60 secondi. Al 20’ Alberto Serini sale a destra, scambia con Francesco Bacci e serve Mounir El Falahi, capace di saltare due avversari e tirare dall’altezza del dischetto del rigore, ma la sassata è ribattuta sulla linea da Simone Cecchini con l’estremo difensore già superato. In tribuna, dove non c’è ressa perché i sostenitori sono tutti seduti sulle poltroncine, iniziano i cori. Sull’azione conseguente, Samuele Buselli artiglia la sfera spiovuta dal corner e la colpisce in rovesciata: Daniele Sannino si stende e ribatte tra gli applausi (21’).

Sembra che la sfida sia già orientata: non è così, perché al 28’ Rocchiccioli calcia forte la punizione di prima da 20 metri e infila Cappellini. Il momentaneo 0-1 gela i rossoblù, che non riescono a riprendersi.

Ripresa. Al rientro dagli spogliatoi, i padroni di casa salgono in forze per recuperare lo svantaggio, ma la difesa ospite sigilla i boccaporti e non permette mai alle punte di arrivare davanti al portiere. Come sempre succede nei derby, l’arbitro estrae in sequenza i cartellini gialli perché l’agonismo aumenta e gli scontri divengono sempre più duri. I nerazzurri, intanto, mantengono il controllo del centrocampo e attendono il momento buono. Che arriva al 20’ quando Sannino rilancia, il pallone rimbalza più volte e finisce a Tommaso Braschi, che lo controlla, cambia passo, s’invola e infila l’estremo difensore di casa in uscita tra gli applausi dei propri tifosi. Nell’ultimo quarto d’ora più quattro minuti di recupero i rossoblù tentano di ribaltare le sorti e Bigazzi, prima di uscire, timbra la traversa su punizione da sinistra. La porta sembra stregata, con il Piombino che non perde mai la concentrazione e approfitta delle indecisioni del Cecina per blindare la propria metà campo e attendere che Giovanni Curcio di Siena fischi la fine.

Non che manchino le proteste dei padroni di casa, soprattutto a causa delle perdite di tempo. I rossoblù, che hanno cambiato assetto, tentano l’arrembaggio per cercare di accorciare almeno le distanze. Niente, come non detto, per via della non trascurabile capacità dei piombinesi di non arretrare nemmeno di un metro, mantenendo la calma ed evitando rischi inutili. I rossoblù cercano varchi con i lanci lunghi per scavalcare la gabbia disposta sull’asse centrale. Sono fasi concitate, dove i continui movimenti delle punte dovrebbero favorire la manovra. L’uno contro uno diventa la regola del pugno di secondi che separa le squadre dal triplice fischio. Quando arriva, i ragazzi di Madau alzano le mani al cielo. Il successo è netto e indiscutibile. Per i padroni di casa, viceversa, è la terza sconfitta di fila ed è profondo rosso. —

Michele Falorni

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