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l’impresa 

Salvatore Esposito, la forza di uno scarabeo rinoceronte

Francesca Lenzi
Salvatore Esposito, la forza di uno scarabeo rinoceronte

Il piombinese ha stupito ancora vincendo il titolo europeo nel sollevamento pesi «Un risultato un po’ inaspettato, sono riuscito a spingermi oltre i miei limiti»

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PIOMBINO. Lo scarabeo rinoceronte è l’animale più forte della terra e riesce a trasportare carichi 850 volte maggiori del proprio peso corporeo. Non arriva a tanto, ma sorprende ugualmente, Salvatore Esposito, nato 22 anni fa a Piombino da genitori originari di Salerno, fresco campione europeo a Bucarest nel sollevamento pesi nella categoria 73 chilogrammi.

Il ragazzo, per salire sul gradino più alto del podio, ha raccolto il punteggio massimo dalle due prove previste, tirando su 139 kg nello strappo (con i quali ha ottenuto l’argento) e 175 nello slancio, che gli sono valsi l’oro sia nella singola prova che a livello assoluto dove conta la somma delle due classifiche. Il totale fa 314 kg tondi tondi che fanno impressione soltanto a vederli scritti, figuriamoci a sollevarli.

«È un risultato un po’ inaspettato – commenta Salvatore – C’erano avversari davvero forti. Però, non so, diciamo che è servita la mia caparbietà e alla fine sono riuscito a spingermi oltre i miei limiti».

Già, perché con la prestazione agli europei, Esposito ha bruciato letteralmente ogni record italiano. Anche i propri, considerando come non avesse mai sollevato quel peso neppure in allenamento.

«E in allenamento è più semplice – spiega il piombinese – Perché magari qualche volta superi i 73 kg e poi perché sei più rilassato. In gara invece le alzate sono tutte contate, e poi la pressione ci mette del suo. Componenti comunque che, se sfruttate a dovere, possono diventare anche un vantaggio».

Chi mastica almeno un po’ di sollevamento pesi lo sa che, al di là del carico, conta anche la tecnica. Riuscire non solo a tirarli su tutti quei chili, ma anche a compiere il movimento nel suo completo. Se siete fra quelli che non hanno mai visto una gara, il consiglio è di aprire Facebook, andare sulla pagina della Fipe (Federazione italiana pesistica) e guardarsi la prova di slancio di Salvatore Esposito. Mi raccomando, non fatevi prendere da complessi di inferiorità. È lui che è un mostro, capace di rendere possibile l’impossibile.

«Ho capito di aver vinto quando ho sollevato proprio i 175 kg dello slancio – afferma Salvatore – Dopo la prima prova per entrambi di 165 kg, lui ha tirato su 170 kg, mentre io, per recuperare il distacco nella precedente prova dello strappo (lui 143, io 139) ho tentato i 175, e li ho fatti. Quindi lui ha cercato di recuperare con 180 kg, ma li ha sbagliati».

Lui è il secondo classificato, il russo Kaskulov che, a guardarlo sul podio durante l’inno italiano, non deve averla presa benissimo. Ma tant’è. Stavolta il colore dell’europeo è azzurro e a dipingerlo è stato il piombinese, che ha iniziato con questo magnifico e terribile sport soltanto una manciata di anni fa. Nemmeno 5. Cominciando a fare pesi in una normale palestra in città, per poi entrare nel gruppo sportivo dei Vigili del fuoco di Pisa. Nel tempo tanti risultati e soddisfazioni. Nel 2016 un terzo posto agli italiani senior, un sesto agli assoluti e un secondo nella juniores. Nel 2017 vinse il titolo italiano con tanto di record e ottenne un 12° posto ai mondiali a Tokio. Inoltre, nono agli europei, terzo alla coppa del Mediterraneo e primo agli italiani assoluti. Poi qualche problema fisico, ma anche novità importanti. Come l’amore per la giovanissima (17 anni) collega Giulia Miserendino (oro europeo anche per lei nello strappo) e il trasferimento a Palermo, per allenarsi con lei e il tecnico Marco Radicello. «Quando ho fatto i 175 kg nello slancio ho urlato – racconta Salvatore – Un grido di gioia per le persone che mi hanno sempre sostenuto. E ora? Il prossimo appuntamento saranno gli italiani assoluti, a dicembre a Roma. Se voglio vincere? Certo».

E le olimpiadi Tokio 2020? «No, non ci sarò. Non a queste almeno. Obiettivo troppo alto per me – spiega Salvatore – C’è un sistema di qualificazioni un po’ complesso per entrarvi. Un sistema che prevede un certo numero di gare internazionali con la nazionale. Purtroppo un annetto fa, al tempo delle qualificazioni, non ero molto competitivo. Sono migliorato molto in estate rimboccandomi le maniche. Le prossime olimpiadi allora? Ci farò senz’altro un pensierino».

Salvatore, ormai professionista, vive della propria passione, ma la vita da campione non è semplice. «La mattina mi alzo mezzo scassato (ride, ndr) – confessa il ragazzo – Faccio 9 allenamenti a settimana. Mi riposo soltanto la domenica, giorno santo. Quante ore mi alleno? Beh, tolto il tempo di gingillarmi e scherzare, direi 4-5 ore al giorno. Inoltre dovrei seguire un’alimentazione da atleta, ma sinceramente è molto difficile fare la dieta a Palermo». —

Francesca Lenzi

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