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IL FUTURO È LEGATO AL PROPRIO PASSATO
Se questa è la cura, allora davvero non tutti i mali vengono per nuocere. L’ultima stagione per il Piombino è stata un fallimento e non solo per la retrocessione dall’Eccellenza, quanto per aver vanificato tutti gli sforzi fatti dal Comitato #stadioxtutti, dalla stessa società Atletico e anche dal Comune per ricreare entusiasmo e interesse attorno al movimento calcio nerazzurro. Però, va detto, c’è chi ha sbagliato e continua a dare la colpa agli altri e chi invece, senza troppa enfasi, corre ai ripari. Coinvolgere uno come Andrea Gherardini significa aver capito la lezione. I Gherardini sono il Piombino. Ci sono cognomi che sono come scolpiti sulle pareti del Magona e rappresentano una garanzia: Serena, Venditto, Cioni, Rocchiccioli, Madau. Ma l’elenco sarebbe lunghissimo: Granucci, Da Mommio, Bianchi, Ottanelli, Marsili...
Affidare la ricostruzione della squadra e dello spirito nerazzurro ad Andrea Gherardini, con Luca Gherardini in campo insieme ai Rocchiccioli e con Manuel Madau sulla panchina, significa aver compreso che il futuro di questa società è legato al suo passato, non necessariamente remoto. Ed è racchiuso in un’idea semplice: affidarsi a chi sa di calcio, investire sulla crescita dei giovani, puntare su giocatori del posto e magari su qualche rinforzo che non arrivi dalla Lapponia. Con questa filosofia il Piombino era rinato dalla Terza categoria, ha sfiorato la serie D e poi ha chiuso un ciclo. Ora ne deve aprire un altro. E deve riaprire anche una breccia nel cuore dei tifosi: perché è anche lì che bisogna lavorare, riportando la gente allo stadio. E facendola divertire. —
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