Il Tirreno

Serena non si dà ancora per vinto «Finché non è finita giochiamo»

Francesca Lenzi

Solo uno 0-0 col Ponte Buggianese, il Piombino ha sprecato anche l’ultima chance al Magona La retrocessione sembra ormai inevitabile anche se tutto è rinviato al 28 aprile, dopo la pausa 

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il mister

È quasi finita per il Piombino l’avventura in Eccellenza. La differenza la fa quel “quasi” costretto da due settimane di pausa decretate dalla Figc: la prima per il Torneo delle Regioni, rappresentativa toscana, mentre la seconda è per la Pasqua. In sostanza si torna a giocare domenica 28 aprile per l’ultima giornata di campionato.

La sconfitta di due giorni fa al Magona ha segnato la probabilissima condanna dei nerazzurri alla retrocessione dopo cinque stagioni in Eccellenza. Non è, però, ancora finita. La matematica concede ancora una minima speranza e saranno perciò venti giorni di attesa per società, squadra e tifosi, prima dell’epilogo di questa annata più che sofferta che andrà in scena sul campo del Vorno.

C’è chi dice basta vincere e sperare negli altri risultati. Eh, fosse semplice. I lucchesi sono una squadra in salute. Hanno vinto anche domenica scorsa a San Miniato. E il Piombino visto con il Ponte Buggianese difficilmente dà l’impressione di poter impensierire un avversario che, pur già salvo, ha voglia di finire bene il campionato.

In ogni caso, dovesse arrivare anche la vittoria, ai nerazzurri non basterebbe, ma ci sarebbe da sperare negli altri risultati, nell’ambito di una sciarada nella quale rientrano, oltre ai piombinesi, il Ponte Buggianese, il Cenaia e il Camaiore.

«Deluso della prestazione di domenica contro il Ponte? – commenta l’allenatore nerazzurro Mirko Serena – No, dai. I ragazzi hanno dato tutto. Per come la vedo io, è stato un buon primo tempo. I nostri avversari erano tutti chiusi nella propria metà campo, pronti a ripartire in contropiede. Abbiamo provato a giocare e siamo stati abbastanza ordinati. Nella ripresa, invece, siamo stati più imprecisi, affidandoci alle pallonate in avanti, ancora una volta con il Ponte sempre più chiuso. D’altra parte era quella la gara che dovevano fare loro. Lo sapevamo. Abbiamo affrontato un avversario tosto sotto il piano fisico, peccato soltanto non essere riusciti a sbloccare il punteggio. Qualche occasione l’abbiamo avuta, soprattutto nel primo tempo, in particolare con Bigazzi, ma è stato bravo il portiere rivale. Insomma, è andata così».

Il tecnico del Piombino appare anche troppo indulgente nei confronti della propria squadra. Il Piombino domenica non ha giocato bene. Ha sì dimostrato un po’ di vivacità nei primi quarantacinque minuti, ma poca roba, vanificato comunque da una ripresa incolore e incomprensibile considerando la posta in palio. Domenica era una partita in cui mordere le caviglia dell’avversario. Una gara in cui dare il massimo sotto ogni aspetto. Un match che, di per sé, dava ogni stimolo per far bene.

Quello che si è visto in campo, però, è stato un Piombino incapace di imbastire qualsivoglia manovra e, a un certo punto, anche rassegnato alla propria sorte.

Giusto dare le colpe alla società e allo staff tecnico per le scelte prese, ma a questo punto non sono esenti da colpe neppure i giocatori.

«Rigiocheremo il 28 aprile – afferma Serena – Non so quanto possa farci bene una pausa così lunga. Forse sarebbe stato meglio rigiocare subito. Sinceramente non lo so. Saranno comunque per noi giorni di allenamento intenso per preparare al meglio la partita con il Vorno. Dovremo cercare di vincere a ogni costo, e sperare nei risultati delle altre. È anche complicato fare calcoli, e quindi evito. Una cosa però la so: la matematica ancora ci dà una minima speranza; quindi pochi discorsi e giochiamo per vincere. Non c’è altra soluzione». —

Francesca Lenzi

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