Il Tirreno

Piombino e la forbice Ferroni: «Dobbiamo tenere lì il Camaiore e giocarci alla morte»

Francesca Lenzi
Piombino e la forbice Ferroni: «Dobbiamo tenere lì il Camaiore e giocarci alla morte»

Dopo la sconfitta del Piombino (quinta di fila) col Fucecchio  9 punti separano le due squadre, a rischio anche i playout 

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Contro il Fucecchio è arrivata la quinta sconfitta consecutiva per il Piombino, sempre penultimo in classifica davanti al Cecina. I nerazzurri sono fermi ormai da oltre un mese a quota 16 punti, distanti bel cinque lunghezze dal Ponte Buggianese, sei dal Cenaia e, soprattutto, nove dal Camaiore, avversario virtuale dei piombinesi nel caso i playout si disputassero oggi. Nove punti è fra l’altro la forbice massima consentita dal regolamento. Al di sopra Rocchiccioli e compagni non avrebbero neppure l’opportunità di giocarsi la salvezza ai playout, retrocedendo direttamente come nel caso del Cecina, ultimo in classifica. È solo un’ipotesi. Di partite e punti ne restano al Piombino per cercare di risollevarsi, ma l’ipotetico scenario va preso in considerazione, adesso, per cercare di non arrivarci a quella teorica situazione. Perché sarebbe un clamoroso flop. Non che l’attuale penultimo posto sia qualcosa di diverso dalla delusione, considerando anche i proclami di inizio stagione, ma senza subbio tornare in Promozione senza nemmeno giocarsi i playout avrebbe del clamoroso dopo quattro stagioni precedenti chiuse con posizioni più o meno buone, ma sempre con la salvezza diretta e il mantenimento della categoria senza grosse preoccupazioni. «Che ci sia stato un netto miglioramento sulla tenuta mentale e sotto l’aspetto fisico è fuori di dubbio – afferma il direttore sportivo nerazzurro, Alessio Ferroni – Domenica contro Fucecchio eravamo partiti anche bene, poi abbiamo preso gol su una disattenzione, e gli attaccanti avversari erano molto forti, tanto da essersi portati in vantaggio. Abbiamo cercato comunque di recuperare, ma anche l’infortunio di Buselli non ci ha agevolato». A proposito di Buselli, uscito alla fine del primo tempo per un problema a un ginocchio. «I primi accertamenti parlano di una forte distorsione – spiega Ferroni – con un interessamento del menisco. Sembra escluso, invece, un coinvolgimento dei legamenti, ma nei prossimi giorni ne sapremo di più. Sul resto devo fare i complimenti al mister. Nelle ultime due settimane la squadra è cresciuta molto a livello mentale, è cambiata completamente. Non dobbiamo comunque perdere di vista l’obiettivo, la salvezza. Sarà molto difficile ottenerla senza passare dai playout, ma la matematica impone di provarci comunque, anche per arrivare alla parte finale della stagione pronti sia fisicamente che mentalmente. Domenica il Piombino ha fatto una buona gara a livello tecnico, anche se abbiamo un deficit importante nella costruzione del gioco. E comunque tutti i punti di differenza fra noi e loro non si sono visti. Non solo. Avevamo anche le assenze di Bartoli e Tommaso Rocchiccioli, due nomi di rilievo, senza nulla togliere ai giocatori scesi in campo. Sì, al momento la forbice fra noi e la quintultima è di 9 punti. Per questo è necessario cercare di far punti. L’ideale sarebbe ottenere almeno un pareggio con il Montecatini per poi cogliere il punteggio pieno negli scontri diretti. Nello specifico, giocare alla morte con il Camaiore nello scontro diretto della settimana successiva».

Nonostante il trend negativo delle ultime settimane, al Piombino sorride una classifica ancora abbastanza corta.

A far storcere la bocca, oltre ai risultati, anche l’affluenza allo stadio. Nonostante la riapertura della curva, i tifosi nerazzurri sono sempre meno. Molti meno del derby col Grosseto. Meno di tutte le altre partite casalinghe giocate finora. È un dato sul quale riflettere. —

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