Il Tirreno

IN CAMPO alle 14,30 

Il Magona si prepara a 180 minuti di fuoco

Francesca Lenzi

Oggi la Pro Livorno, domenica prossima il Grosseto. Due sfide micidiali per un Piombino ancora in cerca di identità

2 MINUTI DI LETTURA







Iniziano oggi, alle 14.30, i 180 minuti di fuoco del Piombino alle prese con due gare casalinghe ad altissimo tasso di difficoltà. Si parte con la Pro Livorno che nel pomeriggio sarà al Magona per difendere il quarto posto in classifica. E si continuerà fra sette giorni quando a entrare nel glorioso stadio nerazzurro saranno i giocatori del Grosseto, capolista del girone. Due gare di fuoco.

Sarà complicato. Anzi, complicatissimo. Per più motivi. Prima di tutto questo Piombino ha iniziato male la stagione e la sta proseguendo allo stesso modo. Sempre agli ultimi posti, incapace di invertire davvero rotta e cambiare marcia. Largamente rimaneggiata la rosa, stravolto il progetto degli ultimi anni, con tanti piombinesi via in cambio di molti giovani da fuori, un cambio di allenatore e una continuità di risultati che non arriva. È questa la situazione. È questa l’annata tormentata di una società che nelle ultime stagioni ci aveva abituato bene, arrivando dalla Prima categoria all’Eccellenza. E dove qui è rimasta per quattro anni, ora salvandosi con tranquillità, ora sfiorando addirittura la serie D. Dimentichiamoci quei momenti. Il Piombino è penultimo con 16 punti e, dopo i proclami fin troppo ottimisti del precampionato, adesso pensa soltanto a salvarsi. E se salvezza sarà, non sarà facile. Troppo pessimisti? Forse, ma l’andazzo ormai è chiaro: a ogni partita si soffre. Tanto. E quando anche si vince, è quasi matematica la sconfitta la domenica successiva. Questa squadra non ha mai trovato una propria dimensione. Un proprio gioco. Nonostante le individualità, che spesso sono buone. Come i “vecchi” Rocchiccioli, Buselli, Catalano e Quarta. Come i nuovi Petrone e Bigazzi. E anche l’ex di ritorno Zaccaria. Insieme però non decollano.

«La squadra manca di carattere», ha detto più volte Fratini. Alla vittoria dell’ultimo minuto contro il Montignoso è seguita la sconfitta di Castelfiorentino. Ma il Piombino ha giocato bene, si è detto. Però di punti non ne sono arrivati e ora quelli contano. Perché i nerazzurri sono penultimi. Come? L’abbiamo già detto? Lo diciamo di nuovo, ché sarebbe un vero peccato buttare all’aria le ultime stagioni. Dopo la vittoria con il Montignoso, un altro risultato positivo nella trasferta di Castelfiorentino avrebbe messo in tutt’altra prospettiva questi 180 minuti di fuoco. Ora come ora, invece, i nerazzurri sono (sarebbero) costretti a far punti. Possibilmente un risultato pieno almeno su due. E ovviamente non è semplice. Per nulla. Servono due prove importanti. La prima oggi. Serve carattere e gioco. Ma soprattutto servono punti. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino