Il Tirreno

L’importanza di capire che l’obiettivo è la salvezza

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Gli errori non sono mai solo dei singoli. Non negli sport di squadra, non nel calcio. Anche se i singoli possono fare la differenza nel bene e nel male. Traore la combinò grossa al Magona, allo scadere, consentendo al San Miniato di pareggiare 2-2. Due punti buttati via. La papera di ieri porta la firma di Borneti, sempre allo scadere, con il Piombino battuto 2-1 ad Avenza. Stavolta i nerazzurri hanno gettato un punto che avrebbero meritato ampiamente. Sono solo due esempi ma con quei tre punti in due partite ora il Piombino sarebbe a quota 13 insieme al Camaiore, fuori dalla zona playout. Invece non solo è ancora lì nella fascia rossa, ma la situazione è pure peggiorata. Da terz’ultimo, infatti, ora è ultimo in compagnia di Cecina (che ieri ha mandato in campo gli Juniores), Castelfiorentino (che ha pareggiato a Fucecchio) e addirittura Cenaia (che è andato a vincere 4-2 a Castelnuovo Garfagnana).

La vittoria nel derby col Cecina aveva illuso che fosse finito il calvario. Non è così. Il ritorno alla realtà c’è stato poche ore dopo, lunedì, quando è crollato un pino al Magona. Quel pino ha ricordato a tutti noi che sì, ora abbiamo un bellissimo sottopassaggio ma i pini crollano (e in settimana quelli più a rischio sono stati messi in sicurezza), non abbiamo più il secondo barrino, il campo è da rifare con urgenza, l’agibilità di gradinata e curva Tolla è ancora quella che è, eccetera eccetera eccetera. Il cammino è lungo per lo stadio Magona e lo è anche per questa squadra. Una squadra che ha cambiato tre allenatori (Riitano, la parentesi De Blasi, Fratini) ma non riesce a tirarsi fuori dalle sabbie mobili. I numeri sono impietosi: mentre ci si avvicina alla fine del girone di andata, i nerazzurri hanno raccolto due vittorie, quattro pareggi e ben sei sconfitte. Malgrado un portiere come Giacobbe, il Piombino è la squadra che ha incassato più gol di tutte le altre: 25. Sono tanti, troppi. E sono troppi quelli regalati. Gli errori però, lo ribadiamo, non sono mai solo dei singoli. Vanno ripartiti fra tutti: giocatori, allenatore, dirigenti. E perché no, anche addetti stampa e noi giornalisti. E se è presto per fare processi, facciamo in modo che non sia tardi per rimediare. Il Piombino non è una squadra che punta alla serie D, ai playoff e nemmeno a centroclassifica. Il Piombino non è l’antagonista del Grosseto, come qualcuno ha voluto far credere durante l’estate. Il Piombino ha chiuso un ciclo e cerca di riaprirne un altro, ma quest’anno è fra le candidate a retrocedere. Prima lo si accetta, meglio è per tutti. Perché una squadra che sa di doversi salvare può anche perdere, certo. Ma non può mai prendere gol all’ultimo minuto. Mai.

Domenica prossima arriva la Cuoiopelli e sarà durissima. Poi ci saranno due scontri diretti per chiudere il girone di andata: a Ponte Buggianese e al Magona col Vorno. Forza, Piombino. C’è tempo e modo per rimediare. —



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