Il Tirreno

LA CERIMONIA PRIMA DEL DERBY  

Con il sindaco e il Capitano nel tunnel dei ricordi e dell’orgoglio nerazzurro

Alessandro De Gregorio
Con il sindaco e il Capitano nel tunnel dei ricordi e dell’orgoglio nerazzurro

Giuliani e Bianchi insieme al Comitato #stadioxtutti e all’Atletico Piombino hanno inaugurato il sottopassaggio restaurato e i pannelli donati dal Tirreno

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«Il Comune non ha restaurato: il Comune ha aiutato a restaurare. Chi ha voluto questa cosa siete stati voi». Così il sindaco Massimo Giuliani, rivolgendosi ai volontari del Comitato #stadioxtutti, ha terminato il suo breve intervento nell’androne della sede del Piombino, prima di prendere le forbici e tagliare il nastro (nerazzurro) sulle scale del nuovo sottopassaggio.

Accanto a lui, oltre ai dirigenti dell’Atletico, ai rappresentanti del Comitato e ai colleghi della nostra redazione, una delle bandiere più amate del Magona: Luciano Bianchi, quindici campionati da giocatore con quella maglia addosso, anni di dribbling e punizioni e gol e giocate da manuale a testa alta con la fascia di capitano al braccio, poi altre stagioni da allenatore. Poco più in là, in fondo al corridoio degli spogliatoi, una gigantografia del Capitano insieme a Pietro Anastasi prima dell’amichevole Piombino-Juventus che si giocò in un Magona pieno di gente il 2 giugno 1975. Quel pannello, che rende onore a un grande calciatore e soprattutto a un grande uomo, è uno dei quattro fatti realizzare dal Tirreno e donati al Magona. Foto storiche e suggestive per abbellire ancora di più le pareti di quello che, prima ancora di uno stadio, è un museo del calcio e dei ricordi. Due di questi pannelli sono dedicati alla Partita, la leggendaria Piombino-Roma 3-1 del 18 novembre 1951, primo campionato di serie B del Piombino. Sono affissi all’ingresso delle scale tra coppe, trofei e insieme a un altro pannello (donato da Gianna Manneschi) che dà il senso a tutto: “Questo è il Magona”. E come i giocatori del Liverpool scendendo nel tunnel toccano il loro “This is Anfield”, quelli del Piombino fanno altrettanto. È già diventato un rito, dalla prima squadra alle giovanili. Un quarto pannello è stato affisso in fondo al tunnel. C’è il personaggio top del Magona, Ferruccio Valcareggi, che a Piombino in serie B concluse la carriera da allenatore e cominciò quella da allenatore, arrivando a guidare la Nazionale italiana in ben due Mondiali (Mexico 70 e Germania 74).

Il Magona è uno stadio vecchio, che ha bisogno di cure ricostituenti forti, ma che grazie a questo gruppo di volontari ha ritrovato vitalità e orgoglio. Il sindaco ieri lo ha ribadito più volte: «Lo stadio è la storia di Piombino non solo sportiva, ha visto nel secolo scorso un mutamento sociale e politico della città». E, indicando il sottopassaggio, si è emozionato ricordando quando suo zio Aulo Giuliani, uno dei più amati presidenti dell’allora Us Piombino, glielo fece percorrere accompagnandolo dagli spogliatoi al campo. Quel campo che «si poteva solo guardare ma non calpestare».

Poi Giuliani ha ringraziato Gianna Manneschi, ha ringraziato il nostro giornale ma soprattutto ha reso omaggio al grande lavoro del comitato: «Un esempio di comunità che si stringe attorno alle proprie cose, che adotta e recupera i propri monumenti. Gente che ha investito idee, tempo, mezzi, denaro solo per passione e per recuperare questo stadio così amato. Ricordo che il comitato è stato anche uno degli elementi trainanti per la nostra candidatura a Piombino 2020: qui la commissione europea ha visto un esempio di associazionismo sportivo sano. Il comitato è stato il nostro valore aggiunto, la vostra accoglienza è stata determinante. Spero davvero che continui questa bella collaborazione con chi ha l’onere e l’onore di condurre questo impianto». —

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