L’era Ferroni parte con un ko «Ma io sono soddisfatto»
Il diesse giudica troppo pesante il 3-1 del Grosseto al Magona sul Piombino «Noi bene per 70’, poi il calo fisico e l’arbitro hanno determinato il risultato»
PIOMBINO
Parte con una sconfitta la stagione del Piombino. Una sconfitta forse eccessiva nel risultato, contro un avversario forte, favorito sia in campionato che in Coppa. Ed è proprio nella competizione di Coppa Italia di categoria che i nerazzurri hanno rimediato il primo insuccesso dell’era Alessio Ferroni, direttore sportivo arrivato quest’anno in viale Regina Margherita. Il Grosseto ha vinto 3-1 al Magona, mettendo così più di una mano sul passaggio del turno. Non sarà cosa fatta nella gara di ritorno ma poco ci manca. Il 12 settembre, infatti, i nerazzurri sono costretti a vincere con almeno tre gol di scarto, o almeno con il punteggio di 4-2. Un’impresa non impossibile ma senza dubbio complicatissima. Al di là di risultato ed eliminazione o meno dalla Coppa, dalla partita contro il Grosseto resta una prestazione convincente per metà tempo. Restano pure buone prove individuali e una squadra che, seppur rinnovata, ha dato prova di trovarsi già bene in campo. «Il Piombino con la partita di domenica ha iniziato a misurarsi con quello che sarà il trend del campionato – afferma il ds Ferroni – Il Grosseto è indubbiamente la compagine più forte della categoria e il test, al di là del risultato, è stato per noi soddisfacente. Molto bene il primo tempo, con qualità, quantità e aggressività, e alcuni giocatori che hanno snaturato un po’ le proprie caratteristiche per sacrificarsi al modulo. Un naturale calo nel secondo tempo, quando il Grosseto ha giocato con grande intensità; ma alla fine va bene così. Siamo contenti dei primi 70 minuti. Poi il calo fisico e qualche episodio arbitrale che ci ha lasciati perplessi hanno determinato questo risultato, un po’ troppo pesante dal mio punto di vista».
E dopo la Coppa, domenica comincia anche il campionato di Eccellenza, con i piombinesi subito impegnati in una trasferta insidiosa a Cenaia. «Siamo cresciuti dall’inizio della preparazione, ma c’è ancora tanto da lavorare – sostiene Ferroni – Le risposte stanno arrivando e siamo in linea con il programma. A Cenaia staremo ancora meglio dal punto di vista fisico. Rientrerà poi anche Zaccaria che finora non è stato nel gruppo, mi auguro che per domenica sia pronto a giocare. Siamo contenti, stimolati e concentrati per questo inizio di campionato. Non troveremo un campo grande come il Magona e dovremo essere bravi a cambiare atteggiamento, cercando di essere più aggressivi e cattivi».
In un gruppo che si è coralmente mosso bene nel primo tempo, si sono distinti – fra i nuovi arrivati – l’attaccante Petrone (che non ha segnato, ma ha tenuto palla, lottato e tenuto alta la squadra) e il portiere Giacobbe, giovane ma di personalità, autore di un paio di interventi notevoli. «La squadra è stata costruita sulla base del modulo pensato dall’allenatore – spiega il ds nerazzurro – Io e mister Riitano siamo convinti che il pallone non debba mai essere buttato via. Nel primo tempo è stato così. È un’idea che dovrebbe esistere per tutta la partita. Ci arriveremo. Siamo un gruppo di uomini e giocatori affiatati. Petrone è un grande calciatore, Giacobbe l’ho voluto fortemente. Oltre a loro, però, sono contento delle prestazioni di Poggi, Catalano, Copponi, ma in generale di tutta la squadra, compreso D’Angina, espulso ingiustamente». —
FRANCESCA LENZI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
