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Magona, operazione rinascita
Proseguono a gran ritmo i lavori del comitato #stadioxtutti
PIOMBINO. Aggredita a colpi di frullini e motoseghe la mitica curva Tolla, l’obiettivo del cuore delle Brigate d’acciaio, amore mai sopito degli ultrà. Riaperto per una prima pulizia il barrino accanto alla gradinata, portati via i primi cumuli di rifiuti, iniziata a liberare l’area tra la palazzina a mattoncini rossi e le panchine, ripulito e spianato l’angolo tra la curva e il campo di calcetto Van Toff, sistemate le aiuole dell’ingresso principale di viale Regina Margherita, smontato e iniziato a risanare il chiosco di legno che servirà per il merchandising, puliti i bagni. E tanto, tanto altro.
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Anche la giornata di giovedì, la quarta dell’operazione #Stadioxtutti messa in campo dall’omonimo comitato, è trascorsa tra lavori, fatica e tante risate.
Al Magona in questi giorni c’è un clima euforico, quasi elettrico, tutto l’opposto dell’aria che si respirava qualche settimana fa quando l’ultima partita di campionato contro il San Gimignano sembrava l’epitaffio di uno stadio glorioso e forse anche quello della stessa società Atletico Piombino. Invece poi qualcosa è scattato e molte cose sono cambiate.
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Dopo l’idea lanciata su Facebook da due mamme di ragazzi delle giovanili, è venuto giù il mondo: altri genitori, allenatori, tifosi, ultrà, pensionati, gli stessi addetti del Magona, donne, uomini, cani, gatti, lucertole. Ieri anche gli operai di Sei Toscana, che con i loro mezzi meccanici hanno ritirato i rifiuti ammassati dai volontari durante le grandi pulizie. La ditta di Daniele Benassi poi, che sin dal primo giorno aveva messo a disposizione un camion, una serie di attrezzi e la famiglia, ieri ha raddoppiato gli sforzi e gli stessi mezzi.
Con i guanti e il rastrello o il forcone anche ragazzi delle giovanili e giovedì il primo giocatore nerazzurro: Tommaso Rocchiccioli, il centrale del Piombino. L’altro centrale, Alessio Fatticcioni, si è prenotato per venerdì e porterà anche da mangiare: offre lo zio Sandro Cioni (tanto per restare in tema nerazzurro) e la zia Stefania, dell’osteria “Al bucogiusto”.
Poi c’è “Bombetta”, capitan Luca Gherardini, che si scusa e manda messaggi a raffica su Whatsapp perché tra lavoro, allenamenti e partite dei bambini non è ancora riuscito a liberarsi: «Ma figuriamoci se non vengo, non sto nella pelle. Questo è un sogno davvero, è una cosa da non credere, neanche nelle più belle aspettative avrei mai pensato una cosa del genere». E così anche altri giocatori si stanno organizzando per dare una mano. Poi boh, chissà chi si vedrà o rivedrà al Magona. È un viavai.
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Fatto sta che a Piombino in questi giorni si assiste a una doppia operazione che fa bene al calcio, allo sport ma più in generale allo spirito, al bisogno di ritrovarsi e sentirsi comunità: a Salivoli infatti si lavora a gran ritmo per rifare il manto del campo Marianelli, con un investimento di 30mila euro della società e uno squadrone di volontari che lèvati. Ma lì il volontariato è la norma, è tatuato con il fuoco nello statuto, è nel dna biancoceleste tanto da non fare più notizia (è un paradosso naturalmente, il Salivoli e il Venturina in questo senso sono dei fari per tutti). E mentre a Salivoli si rivolta e si risemina il campo, al Magona dove tutti prima erano campioni mondiali di puntamento del dito indice ora c’è un brulichìo di gente, volontari che a tutte le ore vanno, vengono e come formichine rimettono in piedi, un pezzetto alla volta, il vecchio santuario del calcio nerazzurro.
E i soldi? Si vedrà. La società e il Comune per ora sono presenti, si parlano e già questa è una notizia. I lavori procedono all’insegna della spontaneità ma c’è comunque un buon coordinamento.
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E proprio per coordinare e decidere la fase due, giovedì sera il comitato si è riunito al Magona, insieme al presidente Massimiliano Spagnesi. E ad alcuni imprenditori che si sono già mostrati interessati: tipo Paolo Chiavacci, uno che di stadi se ne intende dalla serie A in giù.
Poi, sabato 9 giugno, sarà il momento della prima festa nerazzurra. Una festa lavorata tra un piatto, un bicchiere, un po’ di musica. E le solite risate.
E appena il Magona sarà pronto ci saranno altre sagre di autofinanziamento, nel parcheggio di via Salgari, per le quali l’assessore Claudio Capuano ha già dato l’ok preventivo.
Bene. Poi ci sarà da decidere chi giocherà su quel campo, chi siederà in panchina e chi coprirà i ruoli ora vacanti. Problemi del presidente.
Chi viene oggi al Magona?
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