Il presidio
Derby tra amici in memoria di Marco Leonelli
VENTURINA. Calcio, tante risate e commozione nella partita organizzata dal Venturina, al Mazzola, in memoria di Marco Leonelli, promessa del vivaio biancoceleste degli anni 80, scomparso in un...
VENTURINA. Calcio, tante risate e commozione nella partita organizzata dal Venturina, al Mazzola, in memoria di Marco Leonelli, promessa del vivaio biancoceleste degli anni 80, scomparso in un incidente stradale quando era solo un ragazzino. Per ricordarlo, babbo Giorgio e la società del Venturina hanno messo in piedi una partitella con i suoi vecchi compagni di squadra, ormai diventati adulti, e con gli amici-rivali dell’epoca, i nerazzurri del Piombino. Ad avere la meglio sul campo sono stati proprio i piombinesi, vittoriosi per 5-2, trascinati da capitan Alessandro Napoleoni, autore di una doppietta. Di Manuel Madau, Andrea Barbagli e Yuri Montagnani le altre reti nerazzurre, mentre per il Venturina ha segnato il presidente Simone Poli. Tra condizioni fuori forma, ricordi e sfottò («Mi raccomando, scrivetelo, prestazione opaca di Massimo Bucciantini!») è andata in scena una bella giornata. «Iniziativa meravigliosa, fra musica e un campo bellissimo – dice Napoleoni – E complimenti al Venturina per l’accoglienza e la gentilezza». A fine match è stata consegnata una targa in ricordo di Marco al padre Giorgio. «Il momento più toccante – dice Poli – Questo bimbo era davvero forte, una promessa del calcio. Questa partita è stata una bella cosa e ci siamo promessi di rifarla. È stato divertente ritrovarci insieme. Noi del Venturina guardavamo nell’altra metà campo i piombinesi e dicevamo “Guarda come sono invecchiati”. E loro immagino abbiano pensato lo stesso di noi. Siamo rimasti tutti a cena lì e, al momento di dividere la spesa, tutti hanno voluto lasciare qualcosa per il Venturina. Circa 200 euro che useremo per comprare il prossimo anno i palloni per i Giovanissimi, categoria dove giocava Marco Leonelli. Mi piacerebbe farli personalizzare con la scritta “Amici di Marco”».
Francesca Lenzi
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