Meteo
Scende in campo il comitato #Stadioxtutti
Ieri il primo incontro con l’assessore Capuano «Portatemi un progettino e cominciamo subito»
PIOMBINO. Si dice che qualunque lungo viaggio cominci con il primo passo. E il primo passo per l’operazione rinascita del Magona, anzi per l’operazione #Stadioxtutti, è stato fatto.
È bastato un post su Facebook di Debora Bertocci ad accendere la fiammella del volontariato. Calcisticamente parlando, Piombino è piazza difficile sotto questo punto di vista, una città in crisi dove siamo tutti bravi a parlare e bravissimi a criticare, un po’ meno a rimboccarci le maniche e agire. Invece il sasso lanciato da Debora ha fatto rumore nella palude svegliando dal torpore tanta gente, che ha chiesto di potersi rendere utile: sportivi, tifosi, genitori di ragazzi delle giovanili. E giocatori.
IL POST. «Oggi ero allo stadio – aveva scritto Bertocci - a guardare il figlio di 15 anni giocare a calcio con gli amici. Vedevo i genitori, i parenti, gli amici. Guardavo lo stadio. Guardavo l’erba alta. Guardavo la sporcizia. Guardavo i ragazzi. E pensavo a Piombino. Questa Piombino. Quella di quando ero piccola. Questa Piombino. Tante critiche. Tante parole. Il calcio in crisi. Tanti discorsi. Ma dove è finito lo spirito che ci aggrega? Il desiderio di riconoscersi in qualcosa? La crisi, i pensieri, e tutto il contorno ci hanno svuotati così? Ho una proposta: creiamo il comitato per il calcio Piombino! E salviamo questo luogo, questo sport e un ambiente per i ragazzi di Piombino. Primo programma: giornata allo stadio, e si rimette in ordine. Una festa alla grande tutti insieme. È follia? O ci possiamo credere con serenità?».
Il post è stato commentato, cliccato, condiviso. E due giorni dopo Debora ne ha scritto un altro: «Ho parlato con Massimiliano Spagnesi (suo cugino nonché presidente dell’Atletico Piombino, ndr): massima disponibilità. Ho parlato con l’assessore Claudio Capuano che ha molto apprezzato questa iniziativa: ci ha suggerito di creare un comitato e di andare in Comune da lui per capire come possiamo agire e avere il supporto istituzionale. Quindi: domani prendo appuntamento con Capuano: 3/4 persone per il comitato (io e Lucia Mugnaini disponibili). Ipotizziamo una data: che ne dite di sabato 26? O la settimana successiva? Giornata tutti a pulire lo stadio! Dobbiamo raccogliere il necessario e diffondere il più possibile. Se volete potete dare un contributo entro la scadenza di fine mese, potete farlo andando al Conad e ricordando di scaricare i punti per il Piombino “Sosteniamo le passioni”. Vi verranno dati dei buoni da euro 2,5 euro, possiamo raccoglierli. Vi ringrazio. Mi hanno scritto tantissimi! È bello aver sentito l’orgoglio cittadino. Forza!».
LE REAZIONI. Tra i primi a raccogliere l’appello è stato Alessandro Villani, allenatore delle giovanili nerazzurre. Ieri mattina lui e Bertocci sono andati a parlare con l’assessore Capuano. Che nel frattempo aveva risposto al post di Debora: «Nell’ambito del progetto “cittadino volontario” che il Comune ha adottato proprio per coordinare e coinvolgere i cittadini che volontariamente intendano prestare la loro opera per migliorare la qualità del bene pubblico (scuole, giardini etc.), c’è spazio proprio per queste iniziative. Ben vengano dunque idee e contributi come quella oggetto del post di Debora. Venite e parliamone».
L’INCONTRO. E loro sono andati. Capuano ieri mattina ha dato ampia disponibilità non solo a collaborare alla pulizia dello stadio (così come Sei Toscana che ha messo a disposizione le attrezzature) ma è andato oltre. All’incontro si è parlato di lavori urgenti, da eseguire nell’immediato. Cioè quelli suggeriti dal neonato Comitato formato da Bertocci, Villani e Mugnaini. Ma anche di progetti più impegnativi. Come quello di cui aveva parlato il consigliere di Ascolta Piombino, Riccardo Gelichi: un progetto da un milione di euro per creare un nuovo accesso da via Mina (Tolla), pulire e mettere a norma la gradinata, separarla, riportare una tribunetta dove prima c’era quella coperta, sistemare campo e sede e spogliatoi. Un mese fa Gelichi, dopo aver parlato con gli uffici tecnici comunali, ipotizzò un intervento a stralci funzionali che avrebbe riportato la capienza dagli attuali 200 posti a 1.500. «Secondo me è una cifra alla portata del Comune, della società e di altri sponsor – disse Gelichi - Non credo che sia impossibile trovare un finanziamento, basta lavorarci».
«Se io ho un progetto – ha detto ieri Capuano – posso anche chiedere un mutuo al Coni. Ma un progetto qui non è mai arrivato. Sto parlando sia di un progetto ambizioso, quello insomma da un milione, sia di un progetto per una sistemazione temporanea. Io direi intanto di concentrarci su quest’ultima ipotesi, su una sistemazione dello stadio. È vero, lo stadio ne ha assolutamente bisogno. Portatemi un progettino di massima con quello che avete in mente, una lista delle cose che vi servono. E partiamo subito».
LA PRIMA RIUNIONE. Ieri sera i promotori si sono riuniti al Magona proprio per fare questa lista della spesa, stabilire obiettivi e assegnare incarichi organizzativi.
Le cose da fare sono molte, senza considerare il campo da gioco. Erba, sporcizia, ma anche muretto intorno al campo, la stessa rete di recinzione, le mura della palazzina rossa, le condizioni del sottopassaggio, i vialetti di accesso, il vecchio e malandato fondo che ospitava il barrino accanto alla gradinata... E poi la curva, che è sì inagibile ma che almeno va ripulita e magari ridipinta a strisce nere e azzurre: per l’impatto visivo, meglio una bandiera ideale che una montagna di rovi.
Il Magona è in condizioni pessime e certo non basterà una giornata di lavori. Ma l’importante è cominciare. Ripulire, riparare, ridipingere.
TIFOSI E GIOCATORI. Non è tempo per i progetti faraonici, considerando la crisi che stringe questa città come in una morsa. Ma qualcosa è possibile fare. Tutti insieme. È quanto chiedevano anche i tifosi, gli ultrà delle Brigate d’acciaio. E gli stessi giocatori.
«Noi ci saremo a pulire e curare il nostro stadio - dice il capitano nerazzurro, Luca Gherardini - Lo abbiamo già fatto e non aspettavamo altro. Speriamo che sia l’inizio di qualcosa di bello, che non si esaurisca con una giornata di festa e di lavoro ma abbia invece un seguito. Un segnale che venga recepito».
Il riferimento è sia al Comune che alla società. Come dire: ora ci sono anche i volontari, non ci sono più alibi. Lo stadio è un bene del calcio ma più in generale dell’intera città. Anche un biglietto da visita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
