Il presidio
Venturina, una sconfitta che non fa male
Il Castiglioncello s’impone 2-1 al Santa Lucia ma in campo e sugli spalti è festa per la promozione
VENTURINA. La pioggia e il Castiglioncello provano a rovinare la festa al Venturina, ma non ci riescono. Le partitelle delle categorie giovanili che avrebbero dovuto disputarsi in attesa del via del match della prima squadra non si sono giocate proprio per il maltempo che non ha dato tregua in tutto il pomeriggio, mentre il Castiglioncello, ancora in corsa per i playoff, ha pensato bene di venire a vincere al San Lucia.
Né la pioggia, né la sconfitta, hanno tuttavia intaccato l’entusiasmo del Venturina che ha celebrato alla grande la vittoria nel campionato con tanto di salto in Promozione. Stand con t-shirt biancocelesti, tanti bimbi del settore giovanile sugli spalti e speaker di giornata a cura di Giovanni Guaricci, detto “voce calda”, con musica prima e dopo la partita, e durante l’intervallo.
L’ultima partita della stagione è sul campo (bellissimo) del Santa Lucia, ma il vero spettacolo è in tribuna dove, già dalle prime battute, si canta e si festeggia. «Che bello è quando esco di casa per andare a vede’ il Venturina» il coro leitmotiv della domenica, proposto e riproposto nel corso del match. Qualcuno azzarda una protesta per la presenza a bordo campo di un carciofo gigante (proveniente dal Carciofo pride). «Il carciofo non si tocca!» la replica dei più tra le risate.
Gara equilibrata in campo: al 10 e al 15’ Martini potrebbe sbloccare il punteggio ma non impatta bene il pallone, mentre alcuni tifosi contestano la direzione di gara all’inglese: «Meno male s’è già vinto questo campionato», «Che vi arrabbiate a fare oggi», interviene saggiamente una spettatrice.
Al 28’ Quintavalle, portierino del 2000, respinge il tiro di Francalacci, mentre allo scadere un’azione corale da applausi del Venturina vede Lunghi sfiorare la rete. Nella ripresa partono bene i biancocelesti, ma al 13’ è il Castiglioncello a portarsi in vantaggio con Spinapollice dalla distanza, per raddoppiare poco dopo con Grandi.
In tribuna importa poco. I cori continuano e l’entusiasmo è alle stelle, mentre il gol di Lunghi nel finale di partita viene applaudito quasi fosse il gol della stagione. Giocatori e dirigenti vengono chiamati a gran voce, i tifosi si alzano a più riprese per far festa e ringraziare i propri beniamini che, a fine match, vengono salutati e premiati con una medaglia (consegnata dal sindaco di Campiglia, Rossana Soffritti) con una passerella stile Champions. La giornata è biancoceleste perché «Avevo un sogno nel cuore che ora si è avverato, vincere il campionato!».
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