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Un ottimo quinto posto ma il futuro resta incerto
Tanti rebus per il Piombino che deve programmare la prossima stagione: organico della prima squadra, staff tecnico e dirigenziale, settore giovanile
PIOMBINO. È finita così, con una sconfitta in casa che non fa male, la quarta stagione consecutiva del Piombino in Eccellenza. È finita con un ottimo quinto posto che farebbe ben sperare per il futuro. Peccato che il futuro, ora come ora, sembra molto incerto e più fosco dell’aria mattutina degli ultimi due giorni.
Se l’anno scorso tutto funzionò alla grande, dai risultati al gruppo tenuto sapientemente in mano da tecnici e dirigenti (l’unica nota stonata fu la partenza forzata di Pirone, scelta sbagliata soprattutto nei modi da parte della società nerazzurra), in questa stagione è andato tutto, o quasi, male. E nemmeno tanto per i risultati che alla fine ci sono stati, come dimostra la classifica. Parliamo piuttosto dei problemi arrivati a corredo delle partite in campo: gli addii improvvisi di tre giocatori nel mercato di dicembre (Montecalvo e Del Gratta, finiti al Cenaia, e Poggi che, dopo provato ad andare a Venturina, ha smesso con la Figc ripiegando nei campionati Uisp), lo stop a De Wit, rinforzo di belle speranze, bloccato sul nascere da un grave infortunio. Non solo: l’addio del preparatore atletico Andrea Del Gaudio e quello annunciato con anticipo, per la fine stagione, del direttore generale Enzo Madau.
E come se non bastasse c’è uno stadio Magona fantasma di se stesso e di quel che è stato nei tempi andati. Campo brutto e struttura messa peggio che richiederebbero quantomeno un restyling generale. Figuriamoci! Soldi non ce ne sono. L’ha detto a chiare lettere il presidente Spagnesi che fatica a mantenere i livelli, già bassi, di stipendi e spese varie, figuriamoci se è possibile fare discorsi seri su un intervento consistente allo stadio. E di aiuti esterni, a oggi, non sembrano essercene.
«Contro il San Gimignano è stata una bella gara che chiude una stagione positiva – le parole di Spagnesi – Sicuramente non c’erano da festeggiare molte cose, soprattutto in questo momento di difficoltà sul quale si è dibattuto nelle ultime settimane. Nelle prossime cercheremo di prendere una posizione in merito per il prossimo anno, provando a riprogrammare un’altra stagione in Eccellenza, vedendo però con quali condizioni. Sarà determinante – continua Spagnesi – a meno di buone notizie, l’azionariato popolare che sto cercando di promuovere a tutti i livelli, anche per capire l’interesse della città nel mantenere la categoria».
L’incertezza sul futuro della squadra porta a preoccuparsi anche della parte sportiva in senso stretto, in primis relativamente all’organico della prima squadra. C’è un gruppo collaudato, un po’ diverso rispetto a due anni fa ma ancora in grado di garantire qualità. Sarebbe un vero peccato disperderlo, a partire dai piombinesi come Gherardini, Fatticcioni, i fratelli Rocchiccioli e via dicendo, sino ai rinforzi da fuori come Buselli, cecinese, arrivato per caso in inverno e diventato pedina fondamentale nel gioco dei piombinesi. Non solo. La doppia retrocessione in due anni della Juniores (dal campionato Elite al provinciale) impensierisce anche sul futuro a lungo termine della squadra: «Speriamo possa essere di stimolo per ripartire il prossimo anno – afferma Spagnesi – Speriamo che questa brutta conclusione dia una scossa. Senza dubbio due retrocessioni consecutive non sono una bella cosa. È necessario adesso ritrovare l’entusiasmo, necessario quando si fa sport, essenziale in una squadra, in un collettivo».
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