Il Tirreno

Un ottimo quinto posto ma il futuro resta incerto

di Francesca Lenzi
Un ottimo quinto posto ma il futuro resta incerto

Tanti rebus per il Piombino che deve programmare la prossima stagione: organico della prima squadra, staff tecnico e dirigenziale, settore giovanile

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PIOMBINO. È finita così, con una sconfitta in casa che non fa male, la quarta stagione consecutiva del Piombino in Eccellenza. È finita con un ottimo quinto posto che farebbe ben sperare per il futuro. Peccato che il futuro, ora come ora, sembra molto incerto e più fosco dell’aria mattutina degli ultimi due giorni.

Se l’anno scorso tutto funzionò alla grande, dai risultati al gruppo tenuto sapientemente in mano da tecnici e dirigenti (l’unica nota stonata fu la partenza forzata di Pirone, scelta sbagliata soprattutto nei modi da parte della società nerazzurra), in questa stagione è andato tutto, o quasi, male. E nemmeno tanto per i risultati che alla fine ci sono stati, come dimostra la classifica. Parliamo piuttosto dei problemi arrivati a corredo delle partite in campo: gli addii improvvisi di tre giocatori nel mercato di dicembre (Montecalvo e Del Gratta, finiti al Cenaia, e Poggi che, dopo provato ad andare a Venturina, ha smesso con la Figc ripiegando nei campionati Uisp), lo stop a De Wit, rinforzo di belle speranze, bloccato sul nascere da un grave infortunio. Non solo: l’addio del preparatore atletico Andrea Del Gaudio e quello annunciato con anticipo, per la fine stagione, del direttore generale Enzo Madau.

E come se non bastasse c’è uno stadio Magona fantasma di se stesso e di quel che è stato nei tempi andati. Campo brutto e struttura messa peggio che richiederebbero quantomeno un restyling generale. Figuriamoci! Soldi non ce ne sono. L’ha detto a chiare lettere il presidente Spagnesi che fatica a mantenere i livelli, già bassi, di stipendi e spese varie, figuriamoci se è possibile fare discorsi seri su un intervento consistente allo stadio. E di aiuti esterni, a oggi, non sembrano essercene.

«Contro il San Gimignano è stata una bella gara che chiude una stagione positiva – le parole di Spagnesi – Sicuramente non c’erano da festeggiare molte cose, soprattutto in questo momento di difficoltà sul quale si è dibattuto nelle ultime settimane. Nelle prossime cercheremo di prendere una posizione in merito per il prossimo anno, provando a riprogrammare un’altra stagione in Eccellenza, vedendo però con quali condizioni. Sarà determinante – continua Spagnesi – a meno di buone notizie, l’azionariato popolare che sto cercando di promuovere a tutti i livelli, anche per capire l’interesse della città nel mantenere la categoria».

L’incertezza sul futuro della squadra porta a preoccuparsi anche della parte sportiva in senso stretto, in primis relativamente all’organico della prima squadra. C’è un gruppo collaudato, un po’ diverso rispetto a due anni fa ma ancora in grado di garantire qualità. Sarebbe un vero peccato disperderlo, a partire dai piombinesi come Gherardini, Fatticcioni, i fratelli Rocchiccioli e via dicendo, sino ai rinforzi da fuori come Buselli, cecinese, arrivato per caso in inverno e diventato pedina fondamentale nel gioco dei piombinesi. Non solo. La doppia retrocessione in due anni della Juniores (dal campionato Elite al provinciale) impensierisce anche sul futuro a lungo termine della squadra: «Speriamo possa essere di stimolo per ripartire il prossimo anno – afferma Spagnesi – Speriamo che questa brutta conclusione dia una scossa. Senza dubbio due retrocessioni consecutive non sono una bella cosa. È necessario adesso ritrovare l’entusiasmo, necessario quando si fa sport, essenziale in una squadra, in un collettivo».

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