Il Tirreno

Più che la sconfitta preoccupa il futuro

di Francesca Lenzi
Più che la sconfitta preoccupa il futuro

A tenere banco non sono le considerazioni sul ko onorevole con la Cuoio ma le dichiarazioni di Spagnesi ribadite da Madau

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Sconfitta amara contro la Cuoiopelli, che non intacca però una stagione comunque positiva. Una stagione che parla, a due giornate dalla fine, di un quinto posto, alle spalle proprio della Cuoio, e poi di San Gimignano, Grosseto e Poggibonsi.

«Gran bella gara domenica, contro una squadra forte – afferma il direttore generale del Piombino, Enzo Madau – dove però ha pesato un arbitraggio non all’altezza. Alla fine ha vinto la Cuoiopelli ma immeritatamente, facendo gol sull’unica mezza occasione avuta. Il Piombino, al contrario, ha avuto almeno tre palle nitide per segnare e alla fine la differenza di classifica non si è vista per nulla. Complimenti a tutti i giocatori. Benissimo la linea difensiva, una nota di merito per Quarta, ma bene tutti. Il Piombino ha dei bei giocatori, basterebbe poco per mantenere con tranquillità l’Eccellenza, dopo una stagione nella quale ci siamo salvati con largo anticipo e, mi piace sottolinearlo, senza i tre punti vinti a tavolino contro il Cenaia».

Adesso pausa di due settimane per i nerazzurri (con i campionati fermi prima per il Torneo delle Regioni, poi per la Pasqua) e rientro in campo per le ultime due giornate: la trasferta di Aulla contro Marina La Portuale, quindi la gara casalinga con San Gimignano, più eventuali playoff.

Insomma, tutto bene. O no? Se è vero che i soldi non danno la felicità, non averli rischia di far saltare la prossima stagione in Eccellenza del Piombino. L’ha detto chiaramente il presidente Massimiliano Spagnesi alla fine del match di domenica contro la Cuoiopelli. Ha detto che ora come ora la società non può più permettersi una categoria come l’Eccellenza. Perché il calcio si fa anche con il bilancio e quello nerazzurro a oggi è fortemente debilitato. A dire poco.

A intervenire sulla questione è anche il dg Madau che ribadisce l’addio a fine stagione dalla dirigenza del Piombino. «Il presidente ha detto la verità – replica Madau – In queste condizioni la squadra non è in grado di mantenere l’Eccellenza. C’è rammarico, perché questo è un gruppo di giocatori da difendere; un patrimonio tecnico di ottimo livello. Però bisogna che qualcuno si svegli e che si riescano a trovare soluzioni alternative che vadano anche oltre la presidenza di Spagnesi. Spagnesi che è alla guida della società da undici anni, quattro stagioni in Eccellenza. E alla fine credo che sia anche opportuno che la società cambi, con gente nuova, che punti a restare nella categoria. Categoria perfetta per il Piombino – continua Madau – Dimentichiamoci la serie D, sia chiaro, ma l’Eccellenza si può fare. Questi ragazzi sono da difendere. Tutti piombinesi o quasi, con innesti da vicino, da Cecina, Venturina o poco oltre. Un gruppo che, con uno o due innesti potrebbe mantenere tranquillamente la categoria. Però bisogna che cambi qualcosa, che qualcuno si svegli e dia il proprio contributo, perché perdere l’Eccellenza sarebbe davvero un peccato, una situazione impensabile».

«Anche il settore giovanile si fa una fatica immane a tenerlo in piedi – va a ruota libera Madau – Va avanti grazie ai collaboratori e agli allenatori, assolutamente da elogiare, che con tutte le problematiche esistenti non mollano. Gruppi di ragazzi di buon livello che dobbiamo cercare di migliorare, anche attraverso le strutture e incentivando tutto il necessario, Magona compreso. Speriamo che qualcun altro, oltre a Spagnesi, abbia a cuore questa società – conclude il dg nerazzurro – A fine anno io lascio, ma sarei felice che dopo di me si riesca a fare anche meglio, che il settore giovanile vada bene, che la squadra resti in Eccellenza e che la gente vada allo stadio a seguirla. Perché Piombino è sempre Piombino».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera