Il Tirreno

UN APPELLO AL PUBBLICO DEL MAGONA

Gentili signori e signore che venite a vedere le partite del nostro Piombino, vi chiediamo innanzitutto più partecipazione. Non diciamo di cantare ma almeno aiutateci a far sentire più calore a...

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Gentili signori e signore che venite a vedere le partite del nostro Piombino, vi chiediamo innanzitutto più partecipazione. Non diciamo di cantare ma almeno aiutateci a far sentire più calore a questi ragazzi che tutti i giorni si allenano con generosità e passione. Non sono professionisti ma è come se lo fossero. Noi li vediamo tutti i giorni. Non sono Cristiano Ronaldo o Messi, sono solo dei ragazzi che ce la mettono tutta. Magari anche per essere presi in considerazione e fare un po’ di carriera in altre categorie. Noi ne saremmo fieri. Ma vorremmo anche essere fieri del pubblico.

È vero, ci sono altri e più gravi problemi, ma non sottovalutiamo il calcio. Hanno parlato bene di noi e della nostra città i tifosi venuti da San Gimignano, da Poggibonsi, da Grosseto eccetera. A volte ci vedete come dieci-quindici scalmanati, ma ci siamo sempre distinti per correttezza: mai una rissa, mai un gesto provocatorio verso le altre squadre.

Inoltre noi ci paghiamo da soli gli striscioni, le bandiere, i tamburi, le trasferte. Dateci una mano. Con un mattone non facciamo niente ma con altri mattoni si costruisce una casa. Non chiediamo la luna ma un piccolo gesto al nostro pubblico. Con un euro a testa possiamo organizzare al Magona coreografie più belle che possono girare sui siti web. Facciamoci conoscere come negli anni passati. E riappropriamoci dello stadio che è di tutti noi.

Brigate d’acciaio

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