Il presidio
Due mesi senza vincere. Il Piombino si è smarrito
Qualcosa si è rotto ma la qualità dell’organico c’era prima e c’è anche adesso. Basterebbe poco. Però domenica c’è un altro cliente scomodo: il Poggibonsi
PIOMBINO. E fanno cinque. Sconfitte. Consecutive. Inizia a essere pesante il parziale negativo del Piombino a partire dal derby vinto contro il Grosseto. La vittoria con il Grifone deve aver fatto male ai nerazzurri o semplicemente, e senza dar retta alla scaramanzia, ha coinciso con un’inversione di tendenza inaspettata e preoccupante. Fortuna che la squadra di Sebastiano Miano era partita alla grande, lottando nelle prime posizioni e mettendo al sicuro un discreto numero di punti che, ora come ora, meno male ci sono.
Anche se lo scenario è sensibilmente cambiato rispetto alle ultime giornate del girone d’andata, il Piombino continua a restare nella parte più alta della classifica, con 28 punti (tre dei quali guadagnati fuori dal campo da gioco, grazie al reclamo vinto contro il Cenaia), una sola lunghezza di distacco dal Castelfiorentino, due dal San Marco Avenza. È bene dirlo. Per riportare la discussione sul piano della realtà, per non farsi prendere da inutili isterismi, per essere consapevoli del percorso fatto e della strada che ancora deve arrivare. Il Piombino non vince dal derby con il Grosseto, da oltre due mesi. Qualcosa è successo. Qualcosa si è rotto nel meccanismo perfettamente collaudato di un gruppo che, in estate, aveva perso soltanto Diego Pellegrini, pezzo da novanta nell’attacco, ma la sua assenza non aveva condizionato in modo così netto una squadra che i gol, anche se pochi, li faceva. E che continua a farli. La questione è che ne prende troppi. E li prende con una coppia centrale di difesa che tutta la categoria (e forse qualcosina in più) ci invidia. A San Miniato, a dire il vero, c’era soltanto Tommaso Rocchiccioli. Alessio Fatticcioni era squalificato, e lo sarà per altre due gare. C’era però il nuovo acquisto, Samuele Buselli, difensore valido e svincolato, arrivato a Piombino grazie a San Madau che, con un budget irrisorio per l’Eccellenza, sta facendo miracoli. Quindi, cos’è che non va? Non lo sa nessuno. Neppure Miano che parla di paura. Paura di tenere palla, paura di vincere. Ci sta. La squadra è giovane, e bastano poche prestazioni negative per buttare giù il morale. Figuriamoci capitare in un filotto di sconfitte. La qualità dell’organico però c’era prima, e c’è pure adesso. Le partenze di Montecalvo e Del Gratta sono state sostanzialmente rimpiazzate e il problema pare davvero essere mentale. Basterebbe un risultato positivo, probabilmente, per cambiare marcia. Sta tutto nel trovarlo.
«Abbiamo sbagliato qualcosina anche stavolta – le parole di Miano in riferimento a San Miniato e ai 4 gol subiti – Dobbiamo lavorare sugli errori e speriamo che, prima o poi, anche gli episodi girino a nostro favore. Ma non ci piangiamo addosso. Oggi torniamo ad allenarci con entusiasmo, per preparare al meglio la gara di domenica contro il Poggibonsi». Già, il Poggibonsi, avversario tostissimo, reduce dalla vittoria contro la Larcianese e al momento quarto in classifica, alle spalle di Cuoiopelli, San Gimignano e Grosseto. Fare calcoli di probabilità però ha poco senso. Ricordiamoci che il Piombino è riuscito a perdere con il Fucecchio (ora penultimo), mentre ha vinto contro lo squadrone grossetano. Molto insomma dipende e dipenderà dalla testa di questi ragazzi che si sono un po’ persi, ma che hanno tutte le capacità per ritrovarsi. Non arriveranno a far meglio dell’anno scorso, come aveva sperato a inizio stagione il presidente Massimiliano Spagnesi. Non solo non giocheranno, con ogni probabilità, la finale playoff, perché forse nemmeno li faranno i playoff; però, possono reagire e invertirla questa benedetta rotta. «Non abbassiamo la testa», spinge Miano che si prende ogni responsabilità, ma che sembra pronto a guidarlo a tutti gli effetti questo cambio di direzione.
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