Il Tirreno

La favola di Manuel, bomber di Suvereto 

di Alessandro De Gregorio
La favola di Manuel, bomber di Suvereto 

Nocciolini trascina il Parma in serie B e a 28 anni si prepara a debuttare in un campionato che lo aspettava da tempo

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. È uno dei misteri del calcio. Perché a volte non basta avere talento. A volte i riflettori illuminano giocatori mediocri – se non autentici bidoni – mentre puledri di razza restano a galoppare nell’ombra. Poi capita che il purosangue abbia la sua rivincita, magari tardi. Abbiamo ancora negli occhi la favola di James Vardy, il bomber del Leicester apparso dalla quinta serie inglese e diventato re della Premier league. Oppure quella di Christian Riganò, il muratore di Lipari che riportò la Florentia-Fiorentina dalla C2 alla serie A. O ancora, per restare a Piombino, pensiamo al grande Stefano Da Mommio, che giganteggiò in serie B col Messina proprio quando aveva pensato di chiudere col calcio.

Oggi c’è un’altra favola da raccontare. Quella di Manuel Nocciolini, classe ’89, da Suvereto. Punta centrale, seconda punta, ala destra, addirittura terzino. Cresciuto nel mito di Shevchenko, lo straordinario numero 7 del Milan, Nocciolini spesso ha fatto la fortuna delle squadre che lo hanno ingaggiato, ripagando la fiducia a suon di gol. L’ultimo, lo ha segnato sabato a Firenze contro l’Alessandria, il 2-0 con cui il Parma è tornato in serie B. Eppure, a parte gli addetti ai lavori, molti non sanno manco chi sia Manuel Nocciolini.

Sulla carta d’identità c’è scritto che è nato a Piombino ma Nocciolini, figlio dello chef Giorgio, è un suveretano al cento per cento. Nel borgo medievale lo adorano. Anche i tifosi stravedono per lui. Eppure “Nocciolo” non si atteggia a divo, anzi sembra che per le grandi cronache sportive non esista. E invece esiste eccome.

Sin da ragazzino Manuel sembra un predestinato. Cresce nel settore giovanile del Venturina e vi rimane fino agli Esordienti. Poi, a 13 anni, passa ai Giovanissimi B del Palazzaccio dove vince il campionato provinciale. Lui e altri due attaccanti gialloverdi segnano un’ottantina di gol nel torneo 2002-03. Gli allenatori sono Eraldo Bartolini e Roberto Savorani. Manuel li ricorda spesso con gratitudine e affetto. La Fiorentina gli mette gli occhi addosso, se lo prende e se lo porta a Firenze.

In viola, Manuel continua a segnare e segnare e segnare ancora. Gioca come punta centrale o come esterno. Con gli Allievi nazionali in una stagione colleziona la bellezza di 33 gol, record ancora imbattuto. Brilla la stella del ragazzino suveretano e arrivano le convocazioni in azzurro: con l’Under 16, poi 17, 18 e 19.

È l’estate del 2008 quando dalla Primavera viola il diciannovenne Manuel passa in prestito al Cuoiocappiano in Legapro Seconda divisione (la vecchia C2). Segna 6 gol. La stagione successiva viene ceduto, sempre in prestito, al Pisa in serie D. Colleziona 26 presenze e due soli gol, ma quell’anno mister Stefano Cuoghi lo fa giocare come terzino. Lui obbedisce, ma non è il suo ruolo. Se non annusa la porta, il “Nocciolo” non fa la differenza. Però porta bene al Pisa, che viene promosso in Legapro Seconda divisione. Nocciolini non giocherà la vecchia C2 coi nerazzurri ma con il Gavorrano. Nell’estate 2010 infatti l’attaccante si trasferisce in Maremma e vi resta quattro anni. Gioca insieme ad Alessio Fatticcioni, anche lui proveniente dalla Primavera viola, e con Sebastiano Miano, attuale allenatore del Piombino.

Già, il Piombino. Nell’estate 2014, Nocciolini ha 25 anni ed è a un bivio. Il Gavorrano è appena retrocesso, con il cambio di allenatore (da Renato Buso a Marco Cacitti) lui di fatto ha perso il posto. È svincolato. Lo cercano la Carrarese, il Renate, addirittura dall’estero.

Lui intanto chiede e ottiene di potersi allenare al Magona. Il Piombino è fresco di ritorno in Eccellenza e l’allora diesse Flavio Vanni tenta il colpaccio, che però non riesce. Nocciolini non resta al Piombino, viene chiamato dal Montichiari, in serie D. Gioca in D anche l’anno successivo con la Ribelle di Castiglione di Ravenna e quello dopo ancora con Forlì. Col Forlì sfiora la promozione segnando la bellezza di 26 reti. Secondo il suo allenatore Massimo Gadda «se Nocciolini non si è ancora affermato ai massimi livelli la colpa è stata solo sua, ma lui ne è consapevole. Resta il mistero per cui le squadre di Legapro non abbiano voluto puntare su un giocatore che farebbe la differenza anche in serie B».

In quel campionato di serie D c’è il Parma, nobile decaduta, che stravince il torneo. Ed è proprio la squadra di capitan Alessandro Lucarelli ad andarlo a cercare a Forlì. Il Parma punta su questo bomber con la barba hipster per vincere anche la Legapro. Nocciolini risponde a suon di gol: ne segna 12 in campionato e 2 nei playoff. A marzo rinnova il contratto, firmando un biennale con opzione per il terzo.

Il Parma torna in B. Manuel si prepara ad affacciarsi per la prima volta a 28 anni nel calcio che conta. Sotto i riflettori. Nel posto che gli spetta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web