Il Tirreno

Il mister che salta sul tetto che scotta 

di Francesca Lenzi
Il mister che salta sul tetto che scotta 

Il gol nello spareggio, il Venturina che si salva al termine di una stagione tormentata, la gioia incontenibile di Pistolesi

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VENTURINA. Roberto Pistolesi che salta sul tetto della palestra della Pieve mentre la squadra festeggia in campo subito dopo il triplice fischio dell’arbitro, è la cartolina più bella di un finale di stagione da sorriso sulle labbra. Dopo un’annata travagliata, come l’ha definita il presidente Simone Poli, e appena ventiquattro ore dopo il successo nel campionato provinciale della squadra juniores biancoceleste, l’epilogo che tutti a Venturina aspettavano faceva rima con la salvezza della prima squadra nella categoria. È andata alla fine proprio così. I ragazzi di mister Pistolesi sono entrati in campo subito convinti e intenzionati a chiudere il match contro il Saline con una vittoria nonostante da regolamento, avendo terminato il campionato con una posizione migliore rispetto agli avversari, avessero il vantaggio di due risultati su tre. Il gol a un quarto d’ora dalla fine (autogol di Brogi su corner di Balestracci) è stata la perfetta conclusione di una domenica bella sotto ogni punto di vista; non solo per il punteggio e la relativa salvezza, ma anche per la cornice meravigliosa di pubblico, fatto da venturinesi, salinesi, e da una considerevole rappresentanza di cugini piombinesi, arrivati alla Pieve per sostenere i biancocelesti. Tra di loro anche quasi tutta la squadra del Piombino che domenica sarà impegnata nella finale playoff di Eccellenza.
«È finita come doveva finire – le parole a fine gara di Pistolesi, arrivato per motivi personali pochi minuti prima dell’inizio dell’incontro e perciò sostituito in panchina da Dario Busdraghi – Sarebbe stato fuori dal mondo un qualsiasi altro epilogo, specialmente dopo la prestazione dei miei ragazzi in questa finale playout; ma è già da un mese e mezzo che siamo squadra e lo si è visto dai festeggiamenti finali in campo. Meritavamo già prima questa salvezza, però il calcio è strano e non si può mai dire. È anche vero però che se al calcio dai, in un modo o nell’altro il calcio ti rende. Non sono contento, di più. È stato un anno importantissimo per la società: la salvezza della prima squadra, la vittoria della juniores e il passaggio nella categoria regionale, le ottime stagioni delle altre squadre del settore giovanile, l’accordo con il Salivoli».
Grande soddisfazione anche da parte del presidente biancoceleste, Simone Poli: «Siamo contentissimi per aver concluso nel migliore dei modi questa stagione a dir poco travagliata – dice il numero uno del Venturina – Il giorno prima il successo della Juniores, il giorno dopo la vittoria con salvezza della prima squadra, per una due giorni perfetta che ha chiuso il cerchio». Un cerchio idealmente rappresentato, nell’arco di una partita, dall’allenatore che guarda l’incontro sopra il tetto di una palestra. Soffrendo, esultando, sperando, insieme ai giocatori. Un allenatore che salta su quel tetto, liberando la gioia, prima di essere raggiunto dopo pochi attimi dal proprio portiere, per un abbraccio che chiude – davvero – il cerchio.

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