Il presidio
Poli: «Ragazzi, non mi siete piaciuti»
Venturina ancora sconfitto e il presidente critica l’atteggiamento della squadra
VENTURINA. Non vince da tre partite il Venturina di Giovanni Bardocci che, tra l’altro, ha rimediato due sconfitte proprio negli ultimi tre turni, a dire il vero contro le due prime della classe, prima il Monterotondo, poi con Colli Marittimi. Nel mezzo c’è stato il pareggio di Bibbona.
Fatto sta che i biancocelesti vedono peggiorare la propria posizione in classifica settimana dopo settimana e, dall’obiettivo dei play off (l’anno scorso il Venturina chiuse la stagione con un ottimo terzo posto) fissato dalla società, tocca guardarsi adesso dal pericolo dei playout.
La sconfitta di domenica contro i Colli Marittimi è netta. Un 3-0 che lascia poche repliche, aggravato dall’espulsione a fine gara del portiere biancoceleste Brunacci, che salterà quindi il prossimo turno.
Lunghi e compagni hanno dalla loro una classifica ancora corta che permette un’eventuale risalita e un turno, l’ultimo, che ha lasciato sostanzialmente invariata la parte che interessa i biancocelesti, fermi a 20 punti, gli stessi del Fornacette. Dietro ci sono Casolese e capanne a quota 19.
«È un momento difficile, inutile negarlo - commenta Simone Poli, presidente del Venturina - È una brutta sconfitta. Chiariamo: i Colli sono più forti di noi, non ci piove. Hanno giocatori esperti, di categoria superiore, e i gol sono venuti da episodi. Questo per dire che non ci hanno messo sotto; d’altra parte, come sempre ci capita, pur creando occasioni da rete, non siamo concreti, mentre gli avversari segnano e, una volta andati sotto, facciamo molta fatica a recuperare».
«Ripeto, i Colli Marittimi hanno giocato meglio di noi - prosegue Poli - Ma non mi è piaciuto l’atteggiamento del Venturina. Nel calcio c’è modo e modo di perdere; capisco la giovane età della squadra, ma dava l’impressione di non vedere l’ora che la partita finisse. Credo che quest’anno manchi nella rosa quella gente esperta che in alcuni momenti potrebbe tirare le orecchie e spronare proprio i più giovani».(f.l.)
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