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«Venturina, è ora di cambiare marcia»
Il presidente Poli ammette: a Guardistallo gara bruttissima dei biancocelesti
VENTURINA. Nessuno si aspettava alla vigilia della stagione una partenza così negativa. Adesso però la parola d’ordine per provare a uscire dalla crisi è coesione. Il Venturina di Giovanni Bardocci, arrivato terzo l’anno scorso, cullava nel precampionato una stagione ai vertici nella quale raggiungere, come minimo, i playoff. Dopo tre giornate sono tuttavia ancora zero i punti raccolti dai biancocelesti che contano una differenza gol di -9, piazzandosi in solitaria in fondo al girone D di Prima categoria. Tre punti e altrettante sconfitte in questo avvio di campionato, con la recente debacle di Guardistallo contro i Colli Marittimi, vittoriosi con il punteggio di 5-1 su Lunghi e compagni. «Dobbiamo ripartire da zero - le prime parole di Simone Poli, presidente del Venturina - Pur avendo perso anche contro Monterotondo e poi Bibbona, il gioco della squadra si era comunque visto, soprattutto in casa con il Bibbona, gara che abbiamo perso esclusivamente per colpa di un arbitraggio pessimo. Anche con il Monterotondo non era andata così male; pur prendendo un gol dopo 10 secondi, i ragazzi furono capaci di tornare a giocare e fare la partita. Contro i Colli Marittimi invece abbiamo fatto una gara bruttissima. Avevamo la difesa arrangiata, è vero, senza Cosimi e Paini, oltre all’assenza di Andrea Gherardini. Un’assenza che pesa tantissimo, non solo come giocatore ma anche come uomo di spogliatoio. A ogni modo, dopo aver giocato bene i primi 25 minuti ed essere andati in vantaggio, subìto l’1-1 si è spenta la luce. La squadra ha giocato timorosa, condizionata dalla giovane età di un gruppo che, tolto Brunacci, se non ha punti di riferimento va in difficoltà».
«Eravamo partiti con precise ambizioni - sostiene Poli - Adesso siamo tutti sottotono e domenica abbiamo dimostrato di non avere la testa in campo. La situazione non è allarmante, ma dobbiamo restare uniti, iniziare a cambiare marcia e fare punti, assumendosi ciascuno la propria responsabilità. La politica della società è sempre la stessa e guarda alla crescita dei giovani, ma effettivamente a oggi l’unica nota stonata del progetto è la classifica della prima squadra».(f.l.)
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