Il Tirreno

«Abbiamo gettato le basi per un Piombino più forte»

di Francesca Lenzi
«Abbiamo gettato le basi per un Piombino più forte»

Con la salvezza conquistata con una giornata di anticipo parla il direttore sportivo Enzo Madau «Il gruppo è cresciuto nel corso della stagione. E il settore giovanile è sempre più importante»

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PIOMBINO. La salvezza guadagnata con una giornata d'anticipo per la prima squadra, il passaggio nel campionato d'elite per la Juniores, e nel mezzo tanta soddisfazione per una stagione positiva che getta le basi per il futuro della società nerazzurra. È un Enzo Madau a 360° quello che, in una sorta di bilancio dell'annata sportiva appena terminata, fa il punto sull'intero gruppo del Piombino, dall'Eccellenza della prima squadra, alle aspettative sui più giovani.

Dopo la salvezza sofferta della prima stagione in Eccellenza, nei primi mesi di quest'anno c'è stata la paura di ripercorrere lo stesso incubo dell'anno precedente?

«Abbiamo fatto un campionato straordinario, dopo essere partiti con un handicap importante; siamo riusciti però a mantenere la calma e abbiamo tenuto il gruppo unito, rinforzandolo a dicembre con i giusti innesti. In tal modo nel girone di ritorno abbiamo raccolto 24 punti, un risultato eccezionale che, considerando alcuni punti persi per strada anche ingiustamente, assume ancora più valore. Insomma, alla fine l'annata è senza dubbio molto positiva, tanto da permettere per la prossima stagione di avere una base solida per il futuro, con il giusto mix tra giovani e giocatori più esperti. Credo, tra l'altro, che, tolto Miano, avevamo una delle rose più giovani del girone. E parlando di Miano, ce ne fossero di giocatori come lui, in grado di fare un campionato a livelli così alti».

In una stagione positiva, c'è qualcosa che non è andato per il verso giusto?

«Ho notato che quando la squadra non va bene, il pubblico cala in modo evidente. E per me che vivo Piombino da tanti anni è causa di forte dispiacere. Sono stato abituato a vedere lo stadio Magona pieno di tifosi e vedere poche presenze nel girone d'andata mi ha rattristato. Credo che per una squadra come il Piombino, logisticamente tenuta in piedi da una sola persona, nella figura del presidente Massimiliano Spagnesi, sia fondamentale il supporto dell'intera città».

È stata una stagione positiva anche per la juniores.

«Senza dubbio. Con la Juniores abbiamo raggiunto un altro importante traguardo, il passaggio nel campionato Elite che, dalla prossima stagione, raggrupperà le 16 migliori squadre della Toscana in una competizione di assoluto livello, alla quale parteciperanno ragazzi nati nel 1998 e nel 1999, con la possibilità di soli due fuoriquota del 1997. Penso sia eccezionale che una città come Piombino possa avere sia la prima squadra che la Juniores in campionati così importanti. Un aspetto che credo possa dare ai giovani un futuro di rilievo, grazie a un progetto concret»o.

Parliamo allora del settore giovanile. Quanto è importante?

«Importantissimo. L'anno scorso siamo riusciti a inserire allenatori bravi che, come dissi a suo tempo, sanno giocare a pallone, e il risultato si è visto. Ovviamente è sempre possibile, e auspicabile, migliorarsi. Per il Piombino il settore giovanile è determinate, come deve essere per ogni società, sia a livello dilettantistico che professionista. Mi auguro quindi che molti ragazzi di Piombino sentano il desiderio di venire a indossare la maglia nerazzurra che ha ancora un fascino incalcolabile».

L'attività si ferma in questa estate?

«Non si ferma. Anzi, dal 13 al 18 giugno, lo stadio Magona ospiterà l'Empoli Giovani Camp, riservato ai ragazzi nati dal 2003 al 2010. Un appuntamento nato sotto l'egida dell'Empoli, al quale siamo affiliati, una delle società più importanti per la crescita del settore giovanile».

Tornando alla prima squadra, quali conferme ci saranno per la prossima stagione?

«È presto per parlarne e comunque programmi, decisioni e quant'altro, spettano al presidente. Mi limito a ripetere come questa squadra abbia dimostrato il proprio valore, rappresentando una solida base per il futuro, e spero che il presidente sia della stessa opinione. Parliamo di un gruppo fantastico in un campionato che, anche il prossimo anno, sarà difficile, sempre con il problema dei fuoriquota. Saranno infatti obbligatori in campo almeno due nati nel 1997 e un '98».

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