Il presidio
“Mascalzone” beffato per appena 9 secondi nella Middle sea race
Vince “B2”, incredibile finale dopo tre giorni e mezzo di regata Savelli: «C’è amarezza, ma sappiamo di aver dato tutto»
MALTA. Poco dopo la mezzanotte, a Malta, il Cookson 50 Mascalzone Latino ha tagliato in ottava posizione assoluta la linea del traguardo della Middle Sea Race dopo 3 giorni, 12 ore, 4 minuti e 30 secondi, ma tra i 109 monoscafi la classifica finale in tempo compensato premia per appena nove secondi B2 di Michele Galli, attualmente leader sia nella classe Irc 2 che Irc overall.
In testa sino a Lampedusa, Mascalzone Latino ha lottato, senza lasciare nulla di intentato sino alla fine della regata tenendo sempre d’occhio il suo principale avversario, B2, già vincitore della Middle Sea Race nel 2013.
Arrivare in fondo con un risultato così importante soltanto alla seconda partecipazione, anche se la vittoria assoluta è sfumata per un soffio, è una prestazione che verrà iscritta con grande soddisfazione nella bacheca delle migliori performance di sempre del team. di Vincenzo Onorato.
Non a caso a bordo c’era un equipaggio di velisti di grande esperienza: lo skipper Matteo Savelli ha portato nel suo pozzetto protagonisti della vela internazionale come Alberto Bolzan, Ian Moore, Gabriele Benussi, Flavio Favini e Marco Savelli, aiutati nelle manovre da Leonardo Chiarugi, Andrea Ballico, Gaetano Figlia di Granara, Pierluigi De Felice, Marco Carpinello e Davide Scarpa.
I Mascalzoni sono comunque i vincitori virtuali - devono arrivare ancora diverse imbarcazioni - nella classifica Overall Orc, proprio davanti (ironia della sorte, non di 9 secondi bensì di quasi due ore), a B2 di Michele Galli.
Secondo Matteo Savelli, skipper di Mascalzone Latino, «abbiamo fatto una bella regata, dato tutto quello che dovevamo dare e non abbiamo alcuna recriminazione. Sicuramente tagliare il traguardo e sapere di essere stati battuti di soli 9" ti lascia un grande amaro in bocca. Analizzando a mente fredda i vari passaggi della regata, anche se 9" in tempo compensato equivalgono a 7" in tempo reale, che dopo più di 600 miglia non sono davvero nulla, forse il passaggio in prossimità di Stromboli è stato quello più delicato e quello in cui abbiamo perso un po’ di terreno prezioso. Le regate in tempo compensato sono queste, lo sappiamo bene. Il prossimo anno ci riproveremo – conclude Savelli – questa volta con Vincenzo Onorato che, purtroppo, in questa edizione non è potuto essere con noi».
Anche per Alberto Bolzan, timoniere di Mascalzone Latino, «è stata una bella regata. In uno dei passaggi da sempre più critici, lo stretto di Messina, siamo usciti bene. Poi ci sono state, a Nord-Ovest della Sicilia, delle transizioni di vento. E in una di queste abbiamo subìto una breve, ma a questo punto significativa battuta d’arresto. In prossimità di Palermo, le barche 100 metri avanti a noi hanno agganciato la pressione, mentre noi siamo rimasti fermi per un’ora e mezza. Ci siamo comunque divertiti, abbiamo spinto sempre».
Ian Moore, navigatore di Mascalzone Latino, ha così analizzato la performance del team: «Con il senno di poi è facile dire che ci sono un sacco di posti dove avremmo potuto navigare 9 secondi meglio, ma abbiamo sicuramente fatto una grande regata, perché la verità è che B2 era un bel po’ più veloce di noi e la nostra forza è venuta fuori in molti “coni d’ombra” sul campo di regata».
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