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«Ragazzi, la sveglia ha suonato»

«Ragazzi, la sveglia ha suonato»

Domani trasferta con il Bottegone e coach Padovano striglia i suoi dopo il ko interno con Rimini

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PIOMBINO. Domani il Basket Golfo torna in campo al Palacarrara contro il Bottegone. Dalla sconfitta casalinga nella prima giornata del campionato nazionale di serie B il Golfo deve trarre delle conclusioni. E ricominciare per prima cosa a pensare con quella grinta e determinazione messe in evidenza nelle amichevoli precampionato. D’accordo che erano test ma i risultati e prevalentemente la qualità e precisione al tiro avevano fatto pensare non certamente a una strada tutta in discesa ma nemmeno a quelle percentuali davvero quasi incredibili e decisamente molto modeste analizzate impietosamente dai numeri. Così come l’avere permesso al Basket Rimini Crabs, senza contrarlo con determinazione, una troppa facilità al tiro (e anche nei recuperi) che l’hanno riportato subito in un vantaggio più di tranquilità quando la differenza nel punteggio per una maggiore reazione e gioco dei gialloblù di casa si era ridotta e aveva fatto quasi sperare.

Il calore dei tifosi non è mancato, costante per tutti i 40’, ci sono state indicazioni (non molte purtroppo) che devono far ritrovare a tutto il gruppo le sue qualità. Brillano i 24 punti di Venucci, i 19 di Gigena, anche i 10 di Genovese alla fine entrato nei realizzatori in doppia cifra però dopo molto... silenzio. Il gioco continuo nel gruppo poche volte è salito in positività contro un avversario al contrario molto più continuo, con buone individualità e che non ha buttato al vento tutte le occasioni che gli sono state lasciate con i troppi spazi concessi sul perimetro. Più calde le mani alla fine della partita quelle di Perez, Panzini e Romano alla pari con 13 punti ciascuno.

Il punto su questa partita esaminato a metà settimana della preparazione al secondo turno insieme a coach Massimo Padovano. «Commentiamo subito una sconfitta maturata nel corso di una partita che Rimini ha controllato dall’inizio alla fine - dice con grande chiarezza e onestà il coach - Purtroppo abbiamo avuto un approccio sbagliato dove forse la tensione e l’emozione della prima in casa hanno bloccato il nostro attacco che ha avuto delle percentuali ridicole nel primo quarto. Questo ha consentito a Rimini di prendere vantaggio e coraggio e poi è stato un rincorrere perenne senza dare mai però l’impressione di poter riagguantare le redini del gioco».

«Il Rimini ha giocato meglio - prosegue - con più lucidità e aggressività di noi e si è meritata la vittoria. Forse il precampionato ci ha illuso di essere forti a prescindere. La sveglia che abbiamo avuto ci fa tornare subito con i piedi per terra e forse ci servirà a capire (se mai ce ne fosse ancora bisogno) che bisogna guadagnarsi le soddisfazioni con sudore, sacrificio e umiltà. Per concludere: se non si va in campo sempre e comunque con il coltello tra i denti e adrenalina a mille, di partite se ne vincono poche. Dobbiamo lavorare su questo. Dobbiamo farlo durante tutta la settimana. Testa bassa, sguardo concentrato e pensiero al Bottegone».

Gianni Gorini

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