Italia
Il legno e la vela, il fascino va in mare
Oggi e domani a San Vincenzo la “Garnell cup” riservata al Dinghy classico. In gara anche Uberto Capannoli
SAN VINCENZO. Il fascino, l’eleganza e la bellezza delle barche in legno avanzerà, oggi e anche domani, fra le onde del mare sanvincenzino.
Dalla spiaggia e dalle piazze del paese rivierasco, infatti, turisti e residenti potranno apprezzare il prestigioso trofeo nazionale “Garnell cup” riservato al Dinghy classico, una barca totalmente in mogano e cedro della lunghezza di 12 piedi (3,66 metri), del peso di 105 chili circa e della larghezza di circa un metro e mezzo, predisposte per un solo armatore.
La gara è organizzata dal locale Circolo Nautico e dallo Yacht Club Marina di San Vincenzo, e costituisce la quinta e ultima tappa del campionato italiano dopo quelle di Rimini, Lago Trasimeno, La Spezia e Morges (in Svizzera).
In lizza per il trofeo ben quaranta armatori, fra i quali anche il campione sanvincenzino Uberto Capannoli, 60 anni, che sarà il curatore dell’evento e che gareggerà con due barche d’epoca rispettivamente del 1957 e del 1961.
Oltre a Capannoni, gareggerà per il trofeo che sarà assegnato al vincitore della classifica generale anche il nuovo campione italiano, il viareggino Italo Bertacca.
«Il Dinghy classico – spiega Uberto Capannoli, che ha vinto questo trofeo alcuni anni fa ed ha trionfato anche in un’edizione della Coppa del mondo per Dinghy d’epoca – è una delle più vecchie classi da regata. Il progetto originale di questo tipo di barca, realizzato dall’avvocato inglese George Cockshott, risale al 1913, e proprio l’anno scorso ne abbiamo festeggiato il centenario. In Italia, che insieme all’Olanda è il Paese in cui questa classe è più diffusa, si sono disputati ben 79 campionati italiani di Dinghy classico, e il Dinghy classico in legno è stato disciplina olimpica ai Giochi del 1920 e del 1924. In questi ultimi anni, sta riemergendo la passione per il legno, visto che questa barca può essere anche di plastica. Ma la bellezza del legno è incomparabile».
Le imbarcazioni di tipo Dinghy, a tutti gli effetti barche a vela, erano utilizzate un tempo come scialuppe di salvataggio.
Il primo progetto di Cockshott fu il risultato della sua partecipazione e vittoria al concorso bandito dalla Boat Racing Association per imbarcazioni a deriva economica, semplici e di facile impiego.
Grazie al Dinghy ideato dall’avvocato inglese, la pratica della vela sportiva divenne popolare, visto che prima del 1913 era riservata ai facoltosi possessori di grandi imbarcazioni. In Italia, il Dinghy 12 piedi giunse nel 1929, subito dopo i Giochi Olimpici di Amsterdam, svolgendo per tanto tempo, e in certi casi tuttora, il ruolo di barca per le scuole di vela. Una barca di straordinaria bellezza per un evento di grande importanza per San Vincenzo.
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