Il Tirreno

«Poco apprezzati i miei 30 anni spesi nel basket»

di Paolo Federighi
«Poco apprezzati i miei 30 anni spesi nel basket»

Paolo Cosimi escluso dai quadri dirigenziali della nuova squadra di San Vincenzo in serie D

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SAN VINCENZO. Ha 53 anni, oltre 30 dei quali spesi nel basket sanvincenzino, sia in veste di giocatore che in quella di allenatore e segretario della società. Adesso Paolo Cosimi (figura da alcuni criticata e da altri apprezzata) dopo la rivoluzione all’interno del Basket San Vincenzo – con la rinuncia alla C Nazionale e l’iscrizione alla D, e con una forte penuria di numeri nel settore giovanile – vuole dire la sua. E’ lui, infatti, il grande escluso del nuovo corso, guidato dai ragazzi dell’ex Veni Vidi Vici che meritatamente hanno raggiunto la serie D.

E saranno proprio due pezzi importanti del VVV a gestire ruoli fondamentali del nuovo team: Andrea Donsignore (direttore sportivo al posto di Marco Sparapani) e Andrea Caporali (segretario al posto, appunto, di Cosimi). La nuova squadra vedrà in campo i sanvincenzini Jacopo Venucci e i promettenti ragazzi del ’94 (su tutti Francesco Bezzini), che si aggiungono ai già rodati protagonisti del VVV, e sarà guidata ancora da Luca Triglia, giovane allenatore sanvincenzino di grandi capacità. Ma Cosimi non ha preso bene varie decisioni.

Cosimi, cosa la rammarica maggiormente?

«La scarsa capacità di guardare oltre, nel futuro. Mi spiego. Avevamo la possibilità di fare la stessa squadra che è stata fatta adesso, e con essa partecipare alla serie C Nazionale anziché alla D. I soldi (20mila euro) li avremmo trovati. Era una questione di fiducia nell’amministrazione comunale e negli sponsor. Saremmo retrocessi? E che importa? Intanto potevamo restare ad alti livelli e far fare esperienza ai nostri giovani. Avrei accettato di buon grado un’iscrizione alla serie D a patto di un grande investimento sul settore giovanile. Ma abbiamo solo una squadra sicura l’Under 17 e una, l’Under 14, ancora in via di formazione. Due sole squadre giovanili e uno scarso numero di ragazzi. In più, abbiamo perso un istruttore di minibasket di grande livello come Carlo Cioni, andato a Venturina: una sconfitta».

Ma l’amministrazione comunale ha mantenuto le promesse?

«Al momento, in concreto, non c’è niente, salvo trattative con alcuni sponsor. I problemi principali sono stati la mancanza dello sponsor principale e la gestione dell’area camper, affidata al calcetto e per la quale il Basket San Vincenzo sta valutando l’ipotesi di fare ricorso al Tar».

Si è sentito tradito?

«No. Direi che mi sono sentito poco apprezzato per ciò che ho dato in 30 anni al basket sanvincenzino. Mi aspettavo maggiore considerazione».

Molti la considerano il “dittatore” del basket locale, e dicevano che tutto doveva passare da lei…

«Un dittatore proprio no. Ma se tutto doveva passare da me, il motivo è semplice: ho organizzato tutto io, dagli eventi per autofinanziamento alla prima squadra. Dirò di più: so che a me, Marco Sparapani e Paolo Tognarini ci consideravano il “triumvirato”. Io devo solo ringraziare questi due compagni di viaggio, perché con loro abbiamo fatto cose importanti. Ora provino altri».

Altra accusa che le hanno mosso: non ha mai valorizzato i giovani, che avrebbe “usato” solo in casi d’urgenza…

«Mi piace rispondere con i fatti. In questi anni da allenatore, ho lanciato giocatori giovanissimi e in certi casi poco considerati in precedenza, e li ho lanciati da titolari: Lorenzo Ferrari, diventato uno dei maggiori talenti della storia del basket locale; i gemelli Venucci, con Mattia che gioca da protagonista in B2 e vale più di tale categoria; Lorenzo Corzani, anch’egli in B2; poi Tinti, che ho lanciato in C quando nessuno sembrava volesse farlo giocare; Innocenti, che ha giocato in B2 e quest’anno è stato con noi da protagonista in C Nazionale; per finire con i ’94 Bezzini e Biagi di cui sentiremo parlare molto e i ’96 Pagni, Cionini, Tartaglione e Betti, e potrei continuare».

Adesso che farà?

«La mia passione per il basket non morirà mai, ma non è detto che debba continuare a San Vincenzo. Quest’estate, a titolo personale, continuerò ad allenare Francesco Bezzini nel tiro da 3 punti. Bezzini è un talento, ma deve migliorare nel tiro da 3, fondamentale per il suo ruolo dalla C nazionale in su, dove lui, sicuramente, si troverà a giocare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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