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Quindici volte Van Toff, tra sport e impegno civile
Al via domani sera al Magonello lo storico torneo Uisp di calcio a cinque dedicato a RuggeroToffolutti, ucciso da un infortunio in fabbrica
PIOMBINO. Il 17 marzo del 1998 la sua vita è stata spezzata. Poco più di due mesi dopo il suo ricordo è tornato ad esistere sul campo verde da calcio che tanto amava.
Ancora qualche mese dopo la sua morte in Magona ha trovato espressione e orgogliosa dignità nella nascita dell’associazione per la sicurezza dei luoghi di lavoro a lui dedicata. Sono oltre 14 anni che Ruggero Toffolutti non c’è più. Sono 15 volte che il suo ricordo si rinnova nello sport grazie al trofeo di calcio a 5 “Van Toff”.
Competizione unica nel suo genere nel territorio per partecipazione e continuità, che negli anni ha visto nascere, accanto al normale girone maschile, le categorie under 16 e femminile, allargate quest’anno anche all’under 13. La prima fase del torneo (la famiglia Toffolutti mette in palio un girocollo in caucciù con medaglietta d’oro per i capocannonieri dei gironi) prenderà il via domani sera nella consueta cornice del Magonello. «Come Uisp siamo soddisfatti di un torneo che prosegue da 15 anni – afferma il presidente Giovanni Muoio – Un’occasione di incontro e un messaggio universale sulle morti sul lavoro attraverso lo sport che può essere veicolo sociale e strumento di sensibilizzazione». Dello stesso tenore le parole dell’assessore allo sport del Comune di Piombino, Massimo Giuliani: «Come amministrazione abbiamo sempre seguito con grande interesse il torneo – spiega Giuliani – L’associazione “Ruggero Toffolutti” ha capito quello che ormai è chiaro a tutti, ovvero come lo sport possa essere un mezzo per promuovere un messaggio. Perché con lo sport si possono trasmettere valori e il Van Toff forse più di ogni altra iniziativa del genere nel territorio è riuscita in questo obiettivo». Proprio per l’associazione intitolata al giovane operaio, la competizione rappresenta ogni anno un appuntamento importante: «Per la mia famiglia il calcio d’inizio continua a essere un momento doloroso – parla Valeria Parrini Toffolutti – Ruggero ha giocato tante volte al Magonello che ci sembra quasi di vederlo. E fa male, perché il quasi fa la differenza. Però guardiamo avanti, e lo facciamo con l’associazione che porta il suo nome, attiva più che mai in parti diverse del Paese». Come ogni anno sul manto verde del Magonello rincorreranno il pallone centinaia di ragazzi, alcuni troppo giovani per sapere chi era Ruggero. «Ma si chiederanno chi fosse – dice Corrado Ottanelli, ideatore nel 1998 del torneo – Mentre per noi più vecchi sarà il ricordo ancora vivo di un amico che amava questo sport».
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