Il Tirreno

Il nuovo consiglio punta sull’ex giocatore giallorosso: «C’è uno spirito ritrovato»

Righini presidente del Riotorto

Francesca Lenzi
Alessandro Righini
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Alessandro Righini

L'ex portiere Romagnoli nominato direttore sportivo

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 RIOTORTO. È Alessandro Righini il nuovo presidente del Riotorto. 51 anni, ex giocatore giallorosso, in campo per 10 anni (dal 1975 al 1985), Righini ha già avuto un'esperienza dirigenziale qualche anno fa, quando ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della società riotortese. Ora, con la nascita del nuovo consiglio, l'incarico di presidente. «Tutti i ragazzi mi hanno coinvolto in questa avventura - spiega Righini - C'è un bello spirito, la voglia di fare del bene per il paese, di offrire un servizio. Sono contento di esserci, il mio legame col Riotorto è sempre stato forte».  Queste le altre nomine annunciate nell'assemblea di martedì sera: Domenico Salvati vicepresidente, Luca Pistolesi segretario, Giordano Fioretti responsabile del settore giovanile, Alberto Romagnoli direttore sportivo.  È proprio l'ex portiere giallorosso, unica pedina di raccordo col precedente consiglio, a gettare acqua sul fuoco nell'ambito degli eventuali contrasti tra vecchia e nuova società: «Sull'aspetto finanziario che al momento crea qualche problema a causa di difficoltà di carattere generale, che non investono solo il mondo del calcio, e, soprattutto, a causa di alcune promesse non mantenute, mi sento di dover ringraziare personalmente il presidente storico di questa associazione, Carlo Facchini, che per vent'anni ha gestito in maniera impeccabile, e che dal 2007 si era fatto da parte per problemi personali occupandosi di fatto solo di organizzare annualmente la sagra, nostra risorsa principale di sostentamento, e di rendere decoroso l'ambiente del campo sportivo».  Romagnoli sottolinea poi l'atmosfera di entusiasmo intorno al neonato collegio, rimarcando la linea di continuità con la precedente dirigenza: «Vorrei confermare il clima di positività che si vive a Riotorto, normale all'inizio di una nuova avventura verso la quale siamo stati spinti proprio dalla vecchia guardia di Querci, Facchini, Fontanelli e altri - afferma il direttore sportivo giallorosso - Già lo scorso anno, grazie anche all'aiuto di un paio di consiglieri, all'epoca esterni, ci aveva accompagnato nella ricostruzione di un mini settore giovanile che è nostra intenzione coltivare con sempre maggior cura».  «Infine vorrei ringraziare tutti coloro che purtroppo non ci sono più e che, assieme a tutti i volontari, hanno partecipato alle varie sagre, dando vita a questa associazione come Potenti, Giomi, Ranieri, Bennati, Cianchi, Toninelli, e mi scuso con le famiglie di coloro i cui nomi in questo momento mi sfuggono».

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