Il Tirreno

Due talenti locali al Giro

Francesca Zamboni
Il venturinese Elia Favilli, a sinistra Diego Ulissi
◗
Il venturinese Elia Favilli, a sinistra Diego Ulissi

Sfida nella sfida sulle strade di casa fra Favilli e Ulissi

4 MINUTI DI LETTURA





 VENTURINA. C'è una sfida nella sfida nel Giro d'Italia che approda oggi in Toscana con l'arrivo della quarta tappa a Livorno e domani con la partenza della quinta da Piombino. È la sfida fra due giovani di belle speranze, protagonisti nei campionati giovanili e dilettanti e adesso da professionisti nel gruppone rosa. Due giovani legati a filo doppio con la Val di Cornia: Elia Favilli, venturinese, e Diego Ulissi, castagnetano, ma i cui nonni e parenti più stretti vivono a Venturina.  Elia Favilli. Classe 1989, è diventato professionista per la squadra Farnesi Vini-Neri Sottoli, conquistando l'attenzione del suo direttore sportivo Luca Scinto che lo ha voluto nel Giro d'Italia. Residente a Venturina con la compagna Chiara, impiegata, e il figlio Emanuele di 2 anni, ha cominciato a pedalare all'età di 7 anni grazie alla passione che gli è stata trasmessa dai propri genitori, spettatori e amanti di ciclismo da sempre.  «L'emozione c'è - afferma Favilli - si tratta del Giro d'Italia, una corsa che dura 21 giorni. È emozionante correre, soprattutto a Montenero, dove ho corso le prime volte. Premesso che il Giro è difficile - prosegue Elia - il mio obiettivo è cercare di portarlo a termine. Sono qui per aiutare la mia squadra. I miei compagni sono tutti i miei capitani, io sono infatti il più giovane. Mi hanno accolto benissimo, anche perché molti di loro erano vecchie conoscenze».  Un ciclista promettente che ha fatto molti sacrifici, sapendo conciliare l'amore per il ciclismo con quello per la sua famiglia, tanto che il prossimo ottobre convolerà a nozze con la sua Chiara, originaria di Massa Carrara dove si svolgerà appunto il matrimonio. «La mia compagna - dice Elia - mi ha sempre sostenuto e questo aspetto è molto importante per me». Ma anche il padre Leonardo, perito elettronico, la mamma e i nonni lo hanno sempre seguito e sostenuto con grande affetto e costanza. Un ragazzo determinato e schietto Elia, tanto da ammettere che fino a un po' di tempo fa c'era un po' di spirito di competizione con l'altro giovane ciclista nostrano, Diego Ulissi. «In passato un po' di rivalità con Diego c'era - ammette - ma adesso non c'è più», anche perché entrambi hanno raggiunto obiettivi importanti in poco tempo. E poi che dire, se anche un po' di rivalità tra Ulissi e Favilli ci fosse, a noi che siamo spettatori non farebbe altro che piacere.  Diego Ulissi. Neanche 22 anni, residente a Donoratico, da bambino ha trascorso le sue estati a Venturina dove ancora vivono i nonni e gli zii e dove torna sempre appena gli impegni glielo permettono per vedere i luoghi in cui ha giocato e corso con la sua prima bicicletta.  Questa promessa del ciclismo la potremo ammirare con la maglia blu-fucsia della Lampre domani a Piombino. «E' una grande emozione correre in casa - commenta Ulissi - È il mio primo Giro d'Italia, e sono deciso a dare il meglio di me stesso. Trovarmi qui nella mia zona è una marcia, una motivazione in più per portare a termine il Giro d'Italia».  «Mi ritengo una persona umile - continua Ulissi - sono entrato in punta di piedi, ricevendo grande affetto dai miei compagni, che nonostante siano più grandi di me mi hanno accolto a braccia aperte. Con Michele Scarponi, il mio capitano, ho un rapporto bellissimo; ridiamo, scherziamo. Riesce a mettermi a mio agio in ogni occasione. Sarò la sua spalla nelle tappe più difficili».  Ulissi è professionista da circa due anni, ma che avesse stoffa da vendere lo si era già visto quando è diventato campione del mondo per ben due volte nella categoria Juniores. Poi la svolta con la Lampre e infine quest'anno la decisione del suo manager Roberto Damiani di farlo partecipare al Giro d'Italia, anche se in un primo momento si era parlato di Tour de France. Ma Diego non si è montato la testa. Parla non solo del mondo ciclistico, ma anche del rapporto meraviglioso che lo lega alla madre Donatella che lavora alle cantine dell'Ornellaia, al padre Mauro (ex campione italiano di mountain bike), al fratello minore Matteo (giocatore di basket) al nonno Pasquino, agli zii di Venturina e alla propria ragazza Arianna che, originaria di Empoli, ha lasciato la professione di maestra per seguire il proprio ragazzo a Donoratico. Diego ha molti progetti e sogni che vanno al di là della sua professione. Infatti adesso lo attende il Giro, ma il prossimo ottobre lo attende un'altra tappa importante: il matrimonio con Arianna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino