Il Tirreno

Il Piombino ci proverà contro il Capannoli ma la testa è ai playoff

Francesca Lenzi
Mirko Serena, capitano del Piombino
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Mirko Serena, capitano del Piombino

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 PIOMBINO. Ormai non ci crede quasi più nessuno. E anche chi ci crede parla più per esortazione che per reale convincimento. Restano solo novanta minuti al Piombino per sperare nella conquista della promozione diretta.  Quell'unico punto che divide la squadra di mister Gori dal Cenaia sembra incolmabile; non tanto per il Capannoli, sicuro in zona playoff, che arriverà domenica al Magona, quanto per la gara tra la capolista e il Monterotondo. Nessuno se la sente di scommettere su un risultato positivo del team di Ballerini, ormai salvo e senza obiettivi. L'entusiasmo piombinese sembra essersi infranto domenica pomeriggio, dopo il successo sullo stesso Monterotondo, e soprattutto alla notizia dei tre punti guadagnati dal Cenaia nel finale di partita con l'Audace. Sino al minuto 88 del match elbano i ragazzi di Gori hanno accarezzato l'idea del primo posto. La delusione è arrivata sul rigore concesso a due minuti dal termine alla squadra di Fagiolini, che è così riuscita a mantenere la vetta del torneo.  «Ora è dura crederci - afferma Mirko Serena, capitano del Piombino - Le speranze si sono ormai ridotte al minimo. Sarà difficile immaginare che il Monterotondo, già salvo, vada a fare la guerra a Cenaia. Dovrebbe essere così, almeno sulla carta, ma non ci credo molto». Già proiettata in ottica playoff la formazione nerazzurra, arrivando seconda, dovrebbe giocarsela la domenica dopo la Pasqua contro la quinta classificata, che al momento è il Cascine, impegnato nell'ultimo turno proprio con il Porta a Piagge, sesto a due punti di distanza.  La sfida in casa contro il Capannoli acquista anche in questa prospettiva un valore aggiunto. Finire il campionato in seconda posizione vorrebbe dire avere il vantaggio del miglior piazzamento in caso di parità di risultati nella finale dei playoff. Inoltre, chiudere a 66 punti porterebbe il Piombino a confermarsi come migliore seconda di tutti i gironi di Prima categoria, dato importante in previsione di possibili ripescaggi.  «Ormai siamo con la testa ai playoff, ma dobbiamo vincere domenica - dice Serena - Il rimpianto c'è per il percorso che abbiamo fatto. Girano le scatole non vincere un campionato con i punti che abbiamo. Dovesse vincere il Cenaia avrà dimostrato di essere stato più fortunato di noi, non più bravo. Anche negli scontri diretti non ci sono stati affatto superiori, anzi. Intanto però pensiamo a domenica prossima e al Capannoli, e poi vediamo cosa accadrà».

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