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Union, l'obiettivo è la salvezza
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Il tecnico Stefano Ghini Ghini-Vignali restano alla guida della prima squadra
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PIOMBINO. Dopo i festeggiamenti per la promozione e la festa del Rugby al campo Venturelli arriva il momento per l'Union Tirreno di cominciare a dare gambe ai progetti per il prossimo anno: la promozione in B necessita di consolidare una struttura societaria snella, ma sicuramente attrezzata per un campionato superiore. In un primo incontro del consiglio direttivo si è cominciato a discutere della programmazione. Nulla di definitivo, ma sembra che per lo staff tecnico non ci siano novità, la coppia Ghini-Vignali che ha guidato la squadra della C di Elite verrà riconfermata così come Giomi alla guida dell'altra squadra che milita nella C regionale, alcune variazioni avverranno nella conduzione tecnica del settore giovanile, il grande lavoro fatto negli ultimi anni su questo settore porterà nel campionato 2010/11 ad avere anche a Piombino una under 16 e forse una under 18, si tratta quindi di identificare una coppia di allenatori che guidino queste rappresentative. Il progetto di ringiovanimento della rosa dei giocatori portato avanti negli ultimi due anni ha dato i suoi frutti: non solo la promozione in B ma, per quanto riguarda la C regionale, la finale della coppa Toscana persa con il Cavalesto solo di un punto, se si pensa che tutti i giocatori delle due squadre provengono dai vivai delle due società, Etruria Piombino, Amatori Cecina questo da una ulteriore conferma al progetto Union Tirreno. Si è parlato anche di risorse economiche, individuando l'obiettivo di trovare nel territorio delle due società un pool di sponsor che garantisca una sicurezza economica, visto che ci saranno trasferte impegnative in Emilia, Umbria, Lazio forse Lombardia. Come dice il presidente Derbyshire «gli obiettivi per il prossimo anno sono molteplici - spiega - la permanenza nella serie B da una parte, il consolidamento e una ulteriore crescita tecnica per la C regionale, e ultimo, ma non per importanza, il mantenere e se possibile ampliare l'intervento nelle scuole e nel territorio per dare linfa ai settori giovanili fondamentali per la crescita del rugby».
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