ELBA SPORT
Crescono gli iscritti all'Ape Boxe Elba
Inizia ad avere numerosi iscritti il circolo Ape Boxe Elba del Team Youritaly, di Vincenzo Labroca, che ha sede a Porto Azzurro.
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO AZZURRO. Inizia ad avere numerosi iscritti il circolo Ape Boxe Elba del Team Youritaly, di Vincenzo Labroca, che ha sede a Porto Azzurro.
La nuova associazione pugilistica elbana non vuole essere soltanto una società dove far crescere nuovi pugili o praticare questo sport, ma potrebbe diventare anche un deterrente contro la mini violenza, che talvolta si scatena anche all'Elba, con risse che spesso coinvolgono molti giovani.
Ecco perché Labroca tende una mano a questi ragazzi. «Ogni settimana leggo notizie di risse che avvengono fra giovani, nei locali notturni - commenta Labroca - e questo mi provoca sconforto e rabbia. A quei ragazzi vorrei dire di sfogarsi diversamente e di venire a farlo in palestra. Ho praticato boxe per tanti anni - prosegue l'istruttore - e ho spesso trovato persone prevenute nei confronti di questo sport, visto solo come una disciplina violenta. Ma nel mondo della boxe ci sono regole precise, controlli, disciplina. Trovo molto più violenti gli atteggiamenti di certi ragazzi che vanno in discoteca, bevono, perdono il controllo e rischiano di fare del male a se stessi o agli altri. Le mie non sono parole retoriche, perché da giovane, quando vivevo a Torino che è una città dura, anche io sono stato una testa calda. La boxe però mi è stata di aiuto, è stata una valvola di sfogo, ma al tempo stesso è stata anche educativa».
La nuova associazione pugilistica elbana non vuole essere soltanto una società dove far crescere nuovi pugili o praticare questo sport, ma potrebbe diventare anche un deterrente contro la mini violenza, che talvolta si scatena anche all'Elba, con risse che spesso coinvolgono molti giovani.
Ecco perché Labroca tende una mano a questi ragazzi. «Ogni settimana leggo notizie di risse che avvengono fra giovani, nei locali notturni - commenta Labroca - e questo mi provoca sconforto e rabbia. A quei ragazzi vorrei dire di sfogarsi diversamente e di venire a farlo in palestra. Ho praticato boxe per tanti anni - prosegue l'istruttore - e ho spesso trovato persone prevenute nei confronti di questo sport, visto solo come una disciplina violenta. Ma nel mondo della boxe ci sono regole precise, controlli, disciplina. Trovo molto più violenti gli atteggiamenti di certi ragazzi che vanno in discoteca, bevono, perdono il controllo e rischiano di fare del male a se stessi o agli altri. Le mie non sono parole retoriche, perché da giovane, quando vivevo a Torino che è una città dura, anche io sono stato una testa calda. La boxe però mi è stata di aiuto, è stata una valvola di sfogo, ma al tempo stesso è stata anche educativa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
