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ELBA SPORT

«Unire tante societàe promuovere l'Elbaattraverso lo sport»

Salvatore Di Mercurio
«Unire tante societàe promuovere l'Elbaattraverso lo sport»

Creando sinergie avremo risparmio economico e ritorno d'immagine, e soprattutto si aiutano gli atleti

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PORTOFERRAIO. Si parlare molto, in queste settimane, di riunire le società sportive elbane in una unica grande casa, per sfruttare al meglio le potenzialità dei numerosi atleti e far crescere nuove generazioni di sportivi. Chi sta cercando di dare una spallata ai vecchi campanilismi è Gerado La Barbera factotum di Youritaly, nota agenzia del settore turistico.

Per ora hanno aderito al progetto le seguenti società: Elba 97, Elba Volley, Audace Isola d'Elba, Lega Navale, APE Boxe, Atletica Isola D' Elba, il pilota di rally Francesco Bertini, Malte per il windsurf, Elba Quad, Elva 4x4 e Cicli Brandi.

Si sente parlare in questi giorni di alcune società sportive che aderirebbero al suo progetto. Ci vuole spiegare di cosa si tratta?
«Negli ultimi mesi sono stato contattato da alcune società sportive che mi chiedevano di sponsorizzare le loro squadre o i loro atleti. Sono sensibile ai bisogni dei ragazzi, ma mi sono subito reso conto che la sponsorizzazione classica non risolve i problemi economici delle società. Per questo ho pensato a qualcosa di diverso. Per cominciare ho iniziato a seguire le gare e le manifestazioni. Questo mi ha permesso di capire quanto bisogno avessero non solo di soldi o materiale sportivo, ma anche di supporto, di fiducia e di gratificazione. Allora ho pensato che forse, se fossi riuscito a formare un gruppo di sportivi diversi che si supportassero a vicenda, l'aiuto sarebbe stato più forte. Poi ho conosciuto anche alcune scuole elbane di canto e di ballo e le ho incluse nel progetto. In questo modo, ad esempio, i ragazzi di MusiCantoElba, hanno partecipato gratuitamente alla festa della Polisportiva Elba 97, aiutandoli nella raccolta di fondi, e gli atleti sono andati a vedere lo spettacolo di musica napoletana organizzato da Giovanna Ciaponi. Insomma, se riuscissimo a raggruppare diverse società che praticano lo stesso sport, le squadre si rafforzerebbero e avrebbero anche un risparmio economico, con un ritorno di immagine per tutta l' Elba».

Di fusioni, di collaborazioni e di altre tipi di sinergie fra le società sportive elbane, se ne parla da sempre, ma tutti gli esperimenti fatti sono finiti in grandi fallimenti. Cosa ha di diverso questosuo progetto?
«Mi auguro che siano diverse le esigenze che stanno alla base della decisione di unirsi. Se le società si uniscono per bisogno, perché non hanno soldi o perché non hanno atleti sufficienti, è normale che alla prima difficoltà salteranno fuori vecchi rancori e difficoltà. Se invece alla base della scelta di stare insieme c'è come obiettivo principale il bene dei ragazzi, i problemi si superano più facilmente. So che non sarà facile, andare al di là del proprio orticello manda in crisi molti dirigenti, ma ho visto anche esempi positivi che mi spronano ad andare avanti».

Quali sarebbero per gli elbani i vantaggi?
«Ci sarebbero solo vantaggi per gli elbani. Tanto per cominciare se avessimo squadre forti, ne avremmo una promozione gratuita. La stessa cosa vale per gli atleti che vanno a fare gare in tutto il mondo. Abbiamo un atleta giovanissimo che è fra i 60 windsurfer più forti e che potrebbe portare l'immagine dell''Elba in tutti i continenti. Adesso il progetto si chiama Team Youritaly, ma vorrei che presto si chiamasse Isola d'Elba. Il mio sogno è quello di vedere una squadra di calcio che si chiami Isola d'Elba nella schedina del Totocalcio, così come già è per l'Isola di Ischia. E così vorrei che fosse per tutte le discipline sportive. Far conoscere l' Elba attraverso lo sport, inoltre, è educativo anche per tutti quei ragazzi che non sanno cosa fare. Impegnarli con lo sport, la cultura, lo spettacolo penso sia la cosa migliore che si possa fare».

Lei è un uomo di sport, o un manager che vede nello sport la possibilità di coinvolgere le forze economiche elbane in progetti votati al turismo?
«Non mi si addice nessuna di queste definizioni. Non pratico nessuno sport e poco ne capisco anche di corner o fuori gioco, ma trovo stimolo negli occhi di questi ragazzi che mi ripagano ampiamente dei sacrifici che la mia azienda ha deciso di sostenere per aiutarli. Vorrei sensibilizzare le forze economiche elbane perché abbiano la stessa gratificazione. Il ritorno economico, comunque, non è il mio obiettivo principale, anche se sono sicuro che lavorare con onestà e impegnarsi in progetti seri, prima o poi dia i suoi frutti».

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