L'indagine
Pizzaiolo morto in Thailandia, l’urna torna in Italia: fissati i funerali a Donoratico
La raccolta fondi lanciata dagli amici di Niccolò Patruno continua senza sosta: il 31enne stroncato da un malore improvviso
SAN VINCENZO. È partita da Bangkok nella serata di oggi, mercoledì 4, (fuso orario locale) la famiglia di Niccolò Patruno, pizzaiolo 31enne trovato morto domenica 25 ottobre nella sua stanza d’albergo in Thailandia.
L’arrivo in Italia dei genitori Martino e Morgana e della sorella maggiore Yasmine è previsto nelle prossime ore, con loro l’urna che conserva i resti del figlio e fratello che venerdì 30 ottobre avrebbe festeggiato il compleanno. Mentre la raccolta fondi lanciata dagli amici di Niccolò continua senza sosta e viene fissata la data dell’ultimo saluto.
«Siamo frastornati. Bangkok ci ha come rinchiusi in una bolla, ci tiene distratti e impegnati per quel che è possibile in una situazione del genere», ci confessa Yasmine durante i preparativi per il rientro, prima di entrare in aeroporto. Giorni che la famiglia, accompagnata, accolta e guidata nel Paese del Sud Est asiatico da Rad e Badr El Aroui, fratelli e “fratelli acquisiti” di Niccolò che dovevano essere i suoi compagni in questa che lui stesso aveva concepito come esperienza di vita, ha trascorso in costante contatto con autorità ed enti.
I Patruno, residenti a Donoratico, sono titolari dello storico ristopizza “Da Martino” a San Vincenzo. In Thailandia hanno avuto conferma da forze dell’ordine e medici in merito alle cause naturali del decesso di Niccolò, stroncato da un malore improvviso nel proprio letto nella posizione in cui si era coricato. Il dazio alla burocrazia è stato pagato con l’attesa della finestra in un tempio crematorio a disposizione dell’agenzia funebre e poi della consegna dell’urna all’ambasciata. Il passaggio alla sede del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale nel Paese del Sud Est asiatico ha infine liberato la famiglia da ogni vincolo con Bangkok.
«Nessuno ha espresso verbalmente qualcosa ma sicuramente dentro di noi gli abbiamo chiesto di proteggerci come faceva anche quando era vivo che si prendeva cura di tutti noi. Mia mamma in particolare ha chiesto di proteggere me, mia figlia e il mio compagno per cui Niccolò stravedeva», ci confessa ancora Yasmine, raccontandoci di quando insieme ai genitori ha potuto riabbracciare (in senso metaforico) il fratello.
Nel frattempo le comunità di Castagneto Carducci e San Vincenzo non hanno mai smesso di contribuire. La raccolta fondi “Riportiamo Niccolò a casa” lanciata sul portale gofund.me ieri ha toccato le 520 donazioni per un totale di 22mila euro. «Ringraziamo di nuovo tutti per la vicinanza sia del Comune di Castagneto Carducci che di San Vincenzo. Tutti gli amici e chiunque ci è stato vicino in questo momento. Teniamo a ringraziare in particolare la sindaca Sandra Scarpellini, le imprese funebri sia italiana Ifc Belcari che thailandese Asia One e l'ambasciata italiana a Bangkok, che con collaborazione e tempestività ci hanno permesso di riportare Niccolò a casa così presto (burocraticamente parlando)».
Di qui la cerimonia funebre: «Abbiamo bloccato la data e organizzato con l'aiuto di tutta la famiglia: sabato 7 alle 10 alla chiesa di Donoratico».
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