Il Tirreno

Dolore e ricordo

Pizzaiolo toscano morto in Thailandia, la gara di solidarietà commuove la famiglia: «Quanto amore per Niccolò...»

di Matteo Scardigli

	Niccolò Patruno aveva 31 anni
◗
Niccolò Patruno aveva 31 anni

Da Bangkok i ringraziamenti della famiglia del 31enne a Castagneto e San Vincenzo per la raccolta fondi. Il denaro sarà utilizzato per sostenere le spese per il rimpatrio della salma e per il funerale

3 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. «Una cosa immensa». Così Yasmine Patruno, sorella del pizzaiolo 31enne Niccolò morto in Thailandia, cerca di riassumere l’emozione di fronte alla grande ondata di solidarietà che le due comunità di Castagneto Carducci, dove la famiglia risiede (a Donoratico), e San Vincenzo, dove i Patruno hanno fondato e gestiscono lo storico risto-pizza “Da Martino” stanno riversando nella raccolta fondi per aiutarli in questo difficile momento.

Quasi cinquecento, a ieri, le persone che hanno donato, toccando i 21mila euro. Denaro che aiuterà la famiglia a sostenere le spese per il rimpatrio della salma e per il funerale. I Patruno sono partiti per Bangkok appena informati dell’accaduto. «Ci hanno accompagnati, accolti e guidati Rad e Badr El Aroui, fratelli e “fratelli acquisiti” di Niccolò: sono cresciuti insieme. Lui era qui con uno di loro, l’altro avrebbe dovuto raggiungerli. Invece ha portato noi», racconta Yasmine, che di fronte a questi gesti si rende ancora più conto che il fratello era «circondato da persone meravigliose». Che «era ricco ma non di soldi. Era ricco di amore».

Sempre gli El Aroui li hanno aiutati a interfacciarsi con le autorità locali. «Medici e poliziotti ci hanno confermato che Niccolò è stato trovato sul letto nella posizione in cui si era coricato: è morto nel sonno, senza soffrire: un infarto», aggiunge Yasmine cercando conforto nei rapporti e nei referti.

Niccolò Patruno era partito per la Thailandia in cerca di un’esperienza di vita di quelle che si possono fare solo a trent’anni. Ne avrebbe compiuti 32, di anni, proprio oggi. Nessuna festa. «L’impresa funebre si è presa del tempo per trovare un tempio crematorio. L’urna verrà poi portata in ambasciata e noi andremo a prenderla con il volo di rientro già fissato. Vogliamo tornare a casa il prima possibile, ma non possiamo sapere quando finché non ci diranno quando sarà la cremazione. Lo porteremo con noi», continua la sorella.

Mentre parla, dall’altra parte del mondo, gli amici continuano a sostenerli sul portale gofund.me: «Non possiamo alleviare un dolore così grande, ma possiamo cercare di togliere almeno una parte delle preoccupazioni pratiche ed economiche che una tragedia del genere porta con sé». Amici che attendono di riabbracciare la famiglia di Niccolò.

«Abbiamo molti parenti in mezza Italia, abbiamo avvisato un po’ tutti. È ancora presto, ma faremo una cerimonia per dare a tutti coloro che volevano bene a mio fratello la possibilità di dargli l’ultimo saluto», preannuncia Yasmine, ricordando così il fratello: «Era un grande interista e andava con babbo allo stadio quando ne aveva l’occasione. Era nato e cresciuto nell’attività di famiglia, insieme ai miei genitori l’ha fatta crescere e quasi da autodidatta si è formato facendo anche esperienze all’estero: era il pizzaiolo ma era anche lo chef del locale, sapeva fare tutto».

Infine un pensiero ancora per gli amici: «Tanti ci hanno cercato, tanti non lo hanno fatto per timore di disturbarci ma hanno affidato il loro pensiero ad altri che ce lo hanno fatto arrivare. È stata una cosa immensa, non ci aspettavamo tutto questo da entrambe le comunità di Castagneto e San Vincenzo».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In aggiornamento
La protesta

Sciopero generale, cortei in tutta la Toscana: in migliaia Livorno e c’è Francesca Albanese. A Pisa occupata La Sapienza – Il racconto live dalle città

di Redazione web
Il progetto Scuola 2030