«Ciao dottore»: l'Elba piange il medico Luigi Maroni
Aveva 85 anni, i colleghi dell’ospedale lo ricordano commossi: «Ci ha lasciati un uomo fuori dall’ordinario che riuniva in sé innumerevoli doti, non lo dimenticheremo»
PORTOFERRAIO. L’Elba piange la scomparsa del dottor Luigi Maroni. Il noto medico è morto oggi, 7 ottobre, all’età di 85 anni all’ospedale di Portoferraio, dove era ricoverato. Nello stesso presidio di San Rocco nel quale ha lavorato per molti anni, punto di riferimento per i pazienti e gli operatori sanitari, che lo ricordano con molto affetto anche dopo il suo pensionamento. Una vera e propria colonna per la sanità elbana.
Ha esercitato la sua professione di medico sia nell’ospedale “vecchio”, nella parte alta del centro storico di Portoferraio, sia nel nuovo presidio, nel reparto di medicina, in cui ha esercitato anche il ruolo di facente funzioni come primario. Una persona conosciuta da tutti e molto stimata nella sua lunga carriera. È stato medico della Fondazione Cacciò, era membro del Lions Club Isola d’Elba e grande appassionato di storia elbana. Da appassionato di archeologia e instancabile curioso qual era dell'Elba e delle altre isole della Toscana, ha dato alle stampe “Guida alle chiese romaniche dell'isola d'Elba”, oltre a vari articoli storici pubblicati sulle testate locali, quali Il Corriere Elbano e Lo Scoglio. Il suo maggiore crucccio nell’ultimo periodo della sua vita? Quello di non potere più leggere per i problemi alla vista. La lettura, infatti, è stata la sua più passione.
Luigi era una persona con innumerevoli doti, come scrivono i colleghi che hanno avuto l’opportunità di lavorare con lui. «Ci ha lasciati un uomo fuori dall’ordinario che riuniva in sé innumerevoli doti – scrivono in una nota i medici e gli infermieri della “vecchia medicina” che hanno lavorato con Maroni all’ospedale di Portoferraio – Eccellente medico, appassionato studioso della storia elbana e bravissimo oratore. Appassionato di arte in generale e buon pittore, riusciva a svolgere tutte queste attività in modo eccellente, ma senza sottrarre tempo ed energia alla sua splendida famiglia».
Aveva un «carattere forte – proseguono – era portato all’insegnamento e capace di far traspirare la passione con cui svolgeva tutto questo. Non lo dimenticheremo mai perché è impossibile da dimenticare». Poi i colleghi ricordano che «chi entrava in medicina, giovane medico o infermiera che fosse, incontrava questo gigante apparentemente burbero, ma invece disponibile, rispettoso, dalle battute imprevedibili e divertenti, dotato di magistrale manualità, attento. Ci ha insegnato a osservare, toccare, ascoltare e ragionare. Abbiamo condiviso con lui innumerevoli turni, con lui ti sentivi sicuro e convinto di saper affrontare qualsiasi tipo di urgenza. Col suo pensionamento abbiamo perso un punto di riferimento e assistito al decadere di quello che era la nostra percezione del curare. Caro indimenticabile dottor Maroni».
Maroni aveva origini di San Piero in Campo. Radici che vengono ricordate dal circolo culturale Le Macinelle. «Sanpierese, medico per vocazione e per professione, Luigi Maroni ha rappresentato per molti anni una figura importante della vita dell’Isola d’Elba – raccontano dall’associazione culturale di San Piero – La sua lunga attività all’ospedale di Portoferraio, nel reparto di Medicina, lo ha portato a essere un punto di riferimento per generazioni di pazienti, medici e infermieri. Un medico preparato e attento, ma anche una persona con una forte personalità, capace di trasmettere ai più giovani le proprie conoscenze e il proprio modo di intendere la professione». Ma ricordare Luigi Maroni soltanto come medico «sarebbe riduttivo – concludono – Era profondamente legato alla storia e alla cultura dell’Elba. Amava studiare il territorio, le sue vicende, le tradizioni e le testimonianze del passato. Parlare con lui significava spesso entrare in discussioni sulla storia dell'isola, sull'archeologia, sulle chiese e sulle tante tracce che raccontano la vita delle comunità elbane».
Le esequie, curate dall’Impresa Fuligni, si terranno domani pomeriggio (8 ottobre) alle 15 al Duomo di Portoferraio. Quindi la salma sarà trasferita a Grosseto per la cremazione. Il dottor Maroni lascia due figli, Sara e Tommaso, e tre nipoti.
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